mercoledì, 4 agosto 2021
Medinews
15 Maggio 2002

PAZIENTI IN ATTESA DI UN CUORE

Negli Stati Uniti ogni anno c’è una richiesta di 100.000 nuovi cuori a fronte di una disponibilità di soli 2000 organi donati. In Italia, nel 2001, i trapianti di cuore sono stati 314. In lista d’attesa rimangono a tutt’oggi 755 malati. E questo malgrado nel nostro Paese si sia registrato proprio lo scorso anno un consistente aumento delle donazioni: +12,3% complessivo rispetto al 2000, vale a dire 2.620 contro 2.383.
La grande disparità che permane tra la richiesta di un trapianto istocompatibile e l’effettiva disponibilità di organi dimostra dunque chiaramente quanto sia grande la necessità di sviluppare la tecnica del cuore artificiale.
Il cuore artificiale è un dispositivo che aiuta il muscolo cardiaco e lo sostituisce parzialmente o totalmente. Viene impiantato nei pazienti che hanno una cardiopatia con scompenso terminale, nei pazienti con una malattia coronarica che è progredita nonostante l’intervento, in quelli affetti da una malattia valvolare o da cardiomiopatia dilatativa, una patologia in cui il cuore tende ad allargarsi senza una causa apparente e non è più in grado di pompare il sangue come dovrebbe. In tutti questi casi non esistono farmaci che possono mantenere la funzione del cuore se non per qualche mese e le opzioni possibili sono solo il trapianto o il cuore artificiale.
Purtroppo la strada che porta ad un cuore artificiale senza alcun supporto esterno richiede ancora molti anni di sperimentazione. E’ più probabile che nei prossimi 5 anni si perfezioni l’applicazione di quei dispostivi che non sostituiscono completamente il cuore, ma solo la parte che pompa maggiormente il sangue, cioè il ventricolo sinistro. Questi dispositivi sono inseriti direttamente nel cuore, pesano 90 grammi, sono grandi quanto una batteria e sono alimentati da un cavo che passando per il torace esce dall’orecchio. Con questi apparecchi i pazienti possono condurre una vita normale.
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