mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
15 Maggio 2002

DIETA E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Nei Paesi più sviluppati la dieta è uno dei più importanti fattori individuali che possono innalzare il rischio di malattie cardiovascolari.
Una dieta sbilanciata, troppo ricca di grassi in genere e colesterolo, è oggi il più comune fattore di rischio nelle patologie cardiovascolari.
Nell’antichità, invece, queste malattie non esistevano, forse anche per il tipo molto diverso di alimentazione; come si sa, infatti, i nostri antenati si nutrivano quasi esclusivamente dei prodotti della caccia e della pesca. I ricercatori hanno calcolato che l’uomo del paleolitico preferiva una dieta caratterizzata da un bilancio di grassi in cui quelli poliinsaturi erano quasi il 50% in più di quelli saturi. Oggi, a distanza di qualche migliaio d’anni, questo rapporto si è precisamente ribaltato: tra antipasti, primi, secondi e dessert i grassi saturi in un pranzo occidentale sono il doppio di quelli insaturi. La causa è un modello alimentare che tiene conto sempre meno delle regole dietetiche.
Gli ultimi dati forniti dall’ISTAT sono allarmanti: l’obesità, in cinque anni dal ’94 al ‘99, è aumentata in Italia del 25% e ora i “grassi” sono 4 milioni, mentre le persone soprappeso sono 15 milioni (un adulto su tre). Gli uomini “pesano” in genere più delle donne. Principali imputati di questo problema sono i composti lipidici, soprattutto i grassi saturi, che alzano i livelli di colesterolo e trigliceridi. Questo vale soprattutto per gli alimenti di origine animale, come la carne non privata del grasso, il pollame con la pelle, i prodotti caseari ottenuti da latte intero, il lardo, ma anche per qualche olio vegetale, come quello della noce di cocco, di mandorle, l’olio di palma, utilizzati in molti snack e merendine. Il modo migliore per ridurre il livello di colesterolo nel sangue è dare la preferenza ai cibi a basso contenuto di grassi saturi e ad alto contenuto di acidi grassi insaturi, in particolare il pesce. Inoltre ai prodotti confezionati è meglio preferire o alternare quelli naturali: la frutta, i vegetali, cibi come i cereali interi, a basso contenuto di grassi saturi e ricchi di amido e fibre.
Per prevenire il rischio cardiovascolare è consigliabile dopo i 20 anni di età controllare la colesterolemia almeno una volta ogni cinque anni. Tenendo presente alcune accortezze importanti: per esempio se il colesterolo risulta superiore al livello di 200 mg/dl conviene ripetere l’esame dopo qualche settimana, per confermare il dato ed escludere un eventuale errore nella determinazione da parte del laboratorio.
Gli studi più recenti hanno accertato che la diminuzione del colesterolo ottenuta con alcuni farmaci specifici (statine e altri) riduce la mortalità da cardiopatia ischemica e le sue complicanze, sia nei pazienti già affetti da questa patologia (prevenzione secondaria) che nelle persone sane o a rischio (prevenzione primaria).
E’ altrettanto sicuro tuttavia che un’adeguata igiene di vita (alimentazione corretta ed attività fisica regolare) potrebbe evitare o almeno diminuire l’assunzione di farmaci.
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