domenica, 28 febbraio 2021
Medinews
20 Aprile 2002

IL NUOVO STANDARD TERAPEUTICO CONTRO L’EPATITE C

Si tratta di una terapia dosata su misura per ogni paziente: il peg-interferone alfa-2b si assume con una sola iniezione settimanale alla dose di 1,5 microgrammi per ogni kg di peso corporeo; la ribavirina, assunta giornalmente in capsule, deve mantenere un dosaggio superiore ai 10,6 milligrammi per chilo. Questa combinazione di farmaci è stata autorizzata dall’Emea (Ente europeo di controllo sui farmaci) sulla base di uno studio del 2001 eseguito su 1.530 pazienti di 62 Paesi (di cui 33 in Usa, 22 in Europa, 5 in Canada), condotto da Manns et al., pubblicato su Lancet, in cui i due farmaci hanno dimostrato di liberare definitivamente dal virus il 48% dei pazienti con epatite cronica C dovuta al genotipo virale 1 e l’88% delle forme da genotipo 2 e 3. Con la nuova associazione, la percentuale di risposte virologiche sostenute (SVR, che misura l’efficacia terapeutica), sale al 61%, dato che rappresenta il miglior risultato mai registrato dall’Emea. Usato da solo, quando la ribavirina è controindicata, il peg-interferone si dimostra in grado di bloccare definitivamente il virus nel 25% dei pazienti trattati, una percentuale doppia rispetto a quella ottenuta con l’interferone standard (12%).
La nuova formulazione di interferone pegilato in combinazione con la ribavirina presenta il duplice vantaggio di raggiungere livelli di efficacia superiori alle precedenti formulazioni, con una sola somministrazione settimanale.
Come è stato ampiamente sottolineato dagli esperti nei numerosi convegni di questi ultimi mesi la nuova associazione farmacologica rappresenta una svolta per la storia naturale della malattia e l’affermazione di un nuovo standard terapeutico.
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