giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
12 Aprile 2002

I SINTOMI DELLA MENOPAUSA

Molti sintomi menopausali iniziano già nella perimenopausa, ossia 3-5 anni prima della menopausa vera e propria e sono i primi segnali della diminuita funzione ovarica e delle conseguenti irregolarità delle secrezioni degli ormoni sessuali. Questi sintomi sono denominati sintomi climaterici e caratterizzano il climaterio. I sintomi climaterici continuano poi per 4-5 anni dopo la menopausa, fino a quando cioè l’organismo si è adattato ai nuovi equilibri ormonali.
Il tipo e l’intensità dei sintomi climaterici e menopausali dipendono da diversi fattori oltre a quelli ormonali. Sono infatti il risultato dell’interazione delle nuove condizioni biologiche con i fattori sociali e culturali individuali.
Da un punto di vista operativo sono considerati sintomi climaterici e menopausali specifici quelli strettamente legati alla diminuzione dei livelli di estrogeni e che ricevono evidente beneficio dal trattamento ormonale sostitutivo.

SINTOMI CLIMATERICI E DELLA MENOPAUSA INIZIALE

Vampate di calore
Sono il sintomo principale della sindrome climaterica e consistono in una sensazione di caldo che dura pochi minuti, interessa dapprima il volto, poi si diffonde a tutto il corpo. Si manifestano nell’85% delle donne in premenopausa e nella menopausa iniziale. Durante la vampata di calore si osserva un aumento della frequenza cardiaca e della temperatura cutanea che induce una notevole traspirazione.

Sudorazioni
Sono spesso associate alle vampate di calore, si presentano soprattutto nelle ore notturne e determinano frequenti e fastidiosi risvegli.

Insonnia
Il sonno della donna in menopausa è poco riposante, è caratterizzato da frequenti risvegli e difficoltà ad addormentarsi.


Ansia e depressione
Nel climaterio e nello stadio iniziale della menopausa si osserva una maggiore incidenza di stati ansiosi e depressivi. La terapia ormonale sostitutiva o con fitoestrogeni allevia o fa scomparire questi disturbi.

Disturbi della sfera sessuale
Possono essere di origine psicologica, come la diminuzione del desiderio sessuale, dell’eccitamento e del piacere sessuale. Possono avere una base organica, quali la dispareunia secondaria all’atrofia e alla secchezza vaginale.

SINTOMI MENOPAUSALI A MEDIO TERMINE

Vaginiti, vulviti e dispareunia
Gli ormoni estrogeni sono indispensabili per il trofismo degli organi genitali. La mancanza di questi ormoni conduce alla distrofia e all’atrofia dell’utero, delle tube, della vagina e della vulva. I sintomi più evidenti e fastidiosi sono quelli a carico della vagina e della vulva. La mucosa vaginale si assottiglia e perde la resistenza alle sollecitazioni meccaniche. Questo fenomeno, associato alla secchezza vaginale, al restringimento della vagina e dell’introito vaginale rende difficili, dolorosi e spesso associati ad emorragie i rapporti sessuali. Nella mucosa vaginale cessa il ciclico processo maturativo dell’epitelio stesso e con esso la produzione di glicogeno negli strati superficiali. Il glicogeno è il substrato nutritivo della flora vaginale (soprattutto del bacillo di Döderlein), che produce acido lattico e mantiene il pH della vagina a valori di pH 5-6.
L’acidità vaginale previene la colonizzazione di germi patogeni (per es. quelli di origine colonica) che richiedono un ambiente alcalino. La vagina atrofica diventa quindi molto suscettibile ad infezioni che provocano prurito, bruciore e perdite.

Incontinenza urinaria
Gli ormoni estrogeni esercitano un’azione trofica anche sulla mucosa vescicale e uretrale. La loro carenza provoca atrofia di queste mucose con la conseguente frequente urgenza di mingere e la facilità di incontinenza urinaria in seguito a sforzi, colpi di tosse, riso, ecc.

Invecchiamento cutaneo, ipertricosi e calvizie
Gli ormoni estrogeni esercitano un’azione trofica sulla pelle, in modo particolare sugli strati profondi (derma) ricchi di fibre elastiche e collagene, di proteoglicani e di vasi capillari, che conferiscono alla pelle elasticità, turgore e consistenza. Nella menopausa la deficienza di ormoni estrogeni causa un’atrofia del derma, che si manifesta con un assottigliamento e perdita di elasticità della pelle, con la conseguente formazione di rughe, secchezza, desquamazione, prurito e aumentata sensibilità al freddo. Inoltre gli ormoni androgeni, non più bilanciati da quelli estrogeni, aumentano la crescita dei peli (ipertricosi), modificandone la distribuzione in senso maschile, provocano seborrea e caduta dei capelli.
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