Medinews
12 Aprile 2002

LE TERAPIE

Il trattamento della menopausa persegue precisi obiettivi:
· Eliminare o attenuare i sintomi acuti menopausali, principalmente i disturbi vasomotori e neurovegetativi;
· Trattare i disturbi che insorgono a medio termine legati alla distrofia dei tessuti, soprattutto del tratto genitourinario;
· Prevenire e trattare le patologie insorgenti nell’età più avanzata, importanti per le inerenti morbilità e mortalità, in particolare le fratture di origine osteoporotica e l’infarto del miocardio;
· Migliorare la qualità della vita.

Terapia Ormonale Sostitutiva
Ottimi risultati terapeutici si ottengono con la terapia ormonale sostitutiva (Hormone Replacement Therapy – HTR) che si avvale degli ormoni sessuali di origine sintetica. L’HTR deve essere senz’altro applicata nei casi più gravi e deve essere prescritta dal ginecologo, che stabilisce i regimi terapeutici più adatti per la singola paziente e valuta le eventuali controindicazioni. L’HTR è molto efficace perché usa ormoni molto potenti, ma deve essere adattata accuratamente alla singola paziente per non turbare eccessivamente i delicati equilibri endocrini della postmenopausa. Inoltre, per ragioni di sicurezza, è buona regola non protrarre la HRT per più di 5 anni.

Rimedi naturali
L’incidenza di malattie come l’osteoporosi, l’aterosclerosi e i tumori al seno e all’utero è decisamente inferiore in alcune popolazioni orientali, in particolare cinesi e giapponesi. In queste popolazioni le donne lamentano anche più raramente i disturbi tipici della menopausa, come le vampate di calore, la secchezza vaginale e l’atrofia dei tessuti dell’apparato genitale. Questi dati epidemiologici sono stati attribuiti alle abitudini alimentari di queste popolazioni, in particolare al grande uso che si fa della soia variamente preparata. In effetti, molteplici studi hanno potuto dimostrare che i semi di soia, accanto alle proteine e ai lipidi di elevato tenore alimentare, contengono anche delle sostanze che hanno azioni simile a quelle degli ormoni estrogeni, pur avendo un’attività minore. Si visto che queste sostanze sono delle sostanze non steroidee, e precisamente degli isoflavoni, con somiglianze strutturali con gli estrogeni ormonali. In base alle analogie strutturali e agli effetti estrogeni, queste sostanze sono state denominate “fitoestrogeni”(dal greco “phyton”, pianta). L’azione dei fitoestrogeni di soia è più blanda, più equilibrata e più rispettosa dei delicati equilibri ormonali della donna rispetto a quella degli estrogeni ormonali. In molti casi, quindi, i fitoestrogeni rappresentano una valida alternativa all’HRT, anche perché sono privi degli effetti ormonali che possono rappresentare in qualche caso una controindicazione per gli estrogeni sintetici o di derivazione animale..
Sostanze fitoestrogene si trovano anche in altri vegetali (alfa-alfa, ruta, scutellaria, trifoglio rosso, menta piperita, sassofrasso, palma nana, gingko biloba, cimicifuga), ma i fitoestrogeni di soia sono certamente i meglio studiati e meglio conosciuti nei loro effetti biologici e nella loro sicurezza d’impiego.
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