mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
12 Aprile 2002

EFFETTI DEGLI ISOFLAVONI DI SOIA SUI SINTOMI CLIMATERICI E DELLA MENOPAUSA INIZIALE

Studi clinici prospettici, controllati, in doppio cieco contro placebo documentano effetti favorevoli significativi della soia sui sintomi climaterici vasomotori. Ancora più evidenti sono stati gli effetti sui sintomi climaterici di 50 mg/die di Isoflavoni di soia studiati in doppio cieco contro placebo in uno studio di 12 settimane su 177 donne in postmenopausa, randomizzate in due gruppi paralleli. (Murkies AL, Lombard C, Strauss BJG, Wilcox G, Burger HG, Morton MS. Dietary flour supplementation decreases postmenopausal hot flushes: Effect of soy and wheat. Maturitas 1995;21:189-195).
Gli Isoflavoni di Soia sono risultati molto efficaci nel diminuire l’intensità delle vampate e il numero delle sudorazioni notturne, con un indiscutibile beneficio per la qualità della vita delle donne trattate. Infatti, le donne trattate con placebo hanno lamentato mediamente 1.89 risvegli notturni a causa delle vampate e sudorazioni, ridotti a 1.52 in quelle trattate con Isoflavoni di soia, con un beneficio quindi del 24%.
La dose giornaliera di 50 mg di Isoflavoni di soia non ha provocato variazioni significative dell’FSH o dello spessore dell’endometrio. Si è visto invece un lieve aumento, non significativo, dell’SHBG. A livello vaginale c’è stata una lieve diminuzione del pH. Nessuna donna ha lamentato disturbi alla mammella (mentre nel gruppo placebo un soggetto ha accusato mastodinia). Evidentemente la dose giornaliera di 50 mg di Isoflavoni di soia non ha provocato effetti estrogeni secondari indesiderati. Questi risultati sono stati confermati in un altro studio di 5 settimane in doppio cieco in 39 donne in menopausa, randomizzate in due gruppi, a cui si sono somministrati 50 mg/giorno di Isoflavoni di soia e rispettivamente placebo (Scambia G, Mango D, Signorile PG, Anselmi Angeli RA, Palena C, Gallo D, Bombardelli E, Morazzoni P, Riva A, Mancuso S. Clinical effects of a standardized soy extract in postmenopausal women: a pilot study. Menopause 2000 Mar-Apr;7(2):105-11).
Anche in questo studio si è potuta documentare una progressiva diminuzione del numero settimanale di vampate, significativamente maggiore nel gruppo trattato con Isoflavoni di soia che in quello che riceveva placebo. Anche in questo studio il trattamento con 50 mg/giorno per 5 settimane non ha provocato nessun effetto secondario, né aspecifico, né correlato con eventuali effetti estrogeni (sull’endometrio, sulla citologia vaginale, sui parametri ormonali). Invece una donna trattata con placebo ha accusato nausea e cefalea. Gli autori concludono che il trattamento con Isoflavoni di soia è bene tollerato ed efficace contro i sintomi climaterici ed è da consigliare alle donne in cui sia controindicata l’HRT, o che, per ragioni personali, non la gradiscano.
Gli Isoflavoni di soia migliorano anche globalmente la qualità della vita delle donne in menopausa. Per es. l’uso per 12 settimane di alimenti ricchi di Isoflavoni di soia ha migliorato significativamente i sintomi climaterici (vampate, sudorazioni notturne, insonnia, depressione, secchezza vaginale e dispareunia) rispetto a un gruppo di controllo di donne che si cibavano con gli alimenti abituali. Risultati simili sui sintomi climaterici (Indice di Kupperman) sono stati descritti con l’uso per 12 mesi di Isoflavoni di soia per via orale. (Valente M, Dionisi B, Cerusico F. Studio di confronto tra terapia con fitoestrogeni o HRT su alcuni sintomi della menopausa. Menopausa 2001, CIC Edizioni Internazionali: 205-208). Particolarmente interessanti, in questo studio, sono state le rilevazioni di alcuni parametri cutanei, che hanno dimostrato un significativo miglioramento della trofismo della pelle.
Le dosi di Isoflavoni di soia usate in questi studi sono state di 50-60 mg al giorno. Queste dosi sono efficaci, e non conviene usare dosi molto più elevate per non scatenare effetti estrogeni indesiderati.

Effetti sul metabolismo delle ossa
L’incidenza di fratture riferibili all’osteoporosi è inferiore in Asia che nei paesi occidentali. Questa differenza è stata ascritta al largo uso degli alimenti a base di soia. L’efficacia degli Isoflavoni di soia sul trofismo delle ossa nella postmenopausa è stata dimostrata in uno studio prospettico in doppio cieco della durata di 6 mesi in 66 donne il cui cibo è stato integrato con proteine di soia arricchite di Isoflavoni di soia (Potter SM, Baum JA, Teng H, Stillman RJ, Shay NF, Erdman JW Jr. Soy protein and isoflavones: their effects on blood lipids and bone density in postmenopausal women. Am J Clin Nutr 1998;68(suppl):1375S-1379S).
La DXA (dual-energy X-ray absorptiometry) ha dimostrato un significativo aumento della BMD (bone mineral density) in L2-L4 in confronto alle donne il cui cibo è stato integrato con proteine di soia non arricchite o con caseina. In questo studio le dosi di Isoflavoni di soia sono state piuttosto elevate (90 mg/d). I risultati sono comunque molto interessanti perché ottenuti in soli 6 mesi, che sono il tempo minimo per poter riscontrare un significativo aumento della BMD con l’HRT o con farmaci specifici per l’osteoporosi. L’efficacia degli Isoflavoni di soia sul metabolismo dell’osso e sulla diminuzione del rischio di osteoporosi è stata confermata anche in altri studi clinici ed è confortata da studi in ratte ovariectomizzate.
L’insieme delle ricerche pubblicate permette di concludere che gli Isoflavoni di soia riducono effettivamente il rischio di osteoporosi postmenopausale. Questo nonostante tutte le difficoltà tecniche insite nelle ricerche relative allo studio di efficacia nell’osteoporosi postmenopausale e alla pratica impossibilità di condurre gli studi prospettici in doppio cieco della durata minima di due anni necessaria per documentare l’efficacia clinica in questo settore. Gli Isoflavoni di soia, inoltre, riducono il rischio di osteoporosi anche con un altro meccanismo d’azione, perché inibiscono l’attività osteoclastica e potenziano quindi l’effetto antiriassorbitivo svolto dalla loro attività estrogena.

Effetti cardiovascolari
L’alimentazione a base di soia sembra ridurre il rischio di malattia coronarica (CHD-coronary hearth disease). Il Gruppo di Esperti della North American Menopausal Society ha riassunto i risultati delle indagini sugli animali e sull’uomo che sono alla base dei benefici cardiovascolari della soia e dei suoi estratti:
· diminuzione della pressione arteriosa diastolica.
· abbassamento del colesterolo totale, riduzione del colesterolo “cattivo” (LDL-C) e dei trigliceridi.
· azione antiaggregante piastrinica.
· riduzione della progressione delle placche aterosclerotiche (studio effettuato nelle scimmie cynomolgus ovariectomizzate).
· miglioramento della compliance (elasticità) delle arterie.
· attività antiradicalica, che riduce la lipoperossidazione della lecitina e delle LDL.

In base a questi risultati la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha approvato nel 1999 il claim che la soia, aggiunta ad una dieta povera di grassi saturati e di colesterolo, può ridurre il rischio di CHD.

Effetti sulle funzioni cognitive
È noto che l’HRT può avere effetti favorevoli sul deterioramento cognitivo e sulla demenza nelle donne anziane. È stato postulato, perciò, che anche i fitoestrogeni possano svolgere effetti analoghi. Sono però pochissimi gli studi clinici a supporto di tale ipotesi. che comunque parrebbero sostenerla.

Riduzione del rischio di tumori ormono-dipendenti
L’incidenza di certi tipi di tumori ormono-dipendenti (dell’endometrio, della mammella e dell’ovaio) varia molto da popolazione a popolazione ed è molto bassa nelle donne asiatiche. Questa osservazione epidemiologica è stata attribuita all’alimentazione ricca di soia. Gli studi clinici e sperimentali che dimostrano l’efficacia dei fitoestrogeni nel ridurre i rischi di cancro endometriale, mammario ed ovarico, sono stati riassunti da Sirtori e nel già citato Consensus Opinion. I risultati sono contrastanti e ulteriori studi sono necessari per poter concludere che gli Isoflavoni di soia siano in grado di prevenire effettivamente questi tumori. Certo è che gli Isoflavoni di soia non aumentano il rischio di tumori, nonostante abbiano effetti estrogeni. Però è opportuno ricordare che gli Isoflavoni di soia stimolano soprattutto i ßER, scarsamente presenti negli organi più soggetti ai tumori estrogeno-dipendenti.

Possibili effetti avversi degli Isoflavoni di soia
La soia e gli Isoflavoni di soia sono generalmente bene tollerati, con l’eccezione di qualche raro lieve disturbo gastroenterico. La soia fa parte della famiglia delle fabaceae, per cui i soggetti con allergie per i legumi potrebbero soffrire di allergie anche dopo l’ingestione di alimenti ricavati dalla soia (tofu, latte di soia, farina di soia, ecc.). Tali reazioni sono dovute alle proteine contenute nella soia e non sono mai state descritte per gli estratti deproteinizzati. Contrariamente all’HRT convenzionale, gli Isoflavoni di soia non aumentano il rischio di cancro mammario o endometriale.
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