mercoledì, 4 agosto 2021
Medinews
12 Aprile 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. TORELLO LOTTI

Nel secolo scorso le Terme di Montecatini, utilizzate prevalentemente per la cura idropinica, erano diventate le più famose al mondo, tanto da guadagnarsi il titolo di Terme d’Europa. Una serie di riscontri storici indicavano però che in un passato più remoto le Terme venivano utilizzate anche per bagnarsi, non per nulla il nome storico di Montecatini era proprio Bagni di Montecatini.
Alla luce di questa indicazione originaria, la presidenza delle terme e il sindaco di Montecatini hanno quindi pensato di sviluppare una serie di ricerche sulle qualità dermatologiche e cosmetologiche delle sue acque. La curiosità dei dermatologi si è orientata soprattutto verso la prima piscina termale, fatta costruire dal gran duca Leopoldo e riempita con un’acqua che sgorga alla temperatura di 34.8° e che prende il nome di acqua Leopoldina. Gli studi condotti da un’equipe di ricercatori europei e americani, ha portato a risultati eccellenti quanto sorprendenti in campo dermatologico, tali da spingerci a rilanciare Montecatini con un’indicazione diversa da quella squisitamente idropinica. I risultati a cui mi riferisco riguardano in particolare la psoriasi, la dermatite atopica, la dermatite seborroica e la guarigione delle ferite.
Gli esperimenti, pubblicati su alcune delle più importanti e accreditate riviste di dermatologia, e di cui proponiamo un’ampia sintesi in cartella stampa, hanno dimostrato inequivocabilmente l’efficacia antiossidante e antinfiammatoria dell’acqua. Va inoltre sottolineato che non solo queste ricerche sono state condotte per la prima volta a Montecatini, ma che nessun’altra struttura termale al mondo può vantare studi del genere. Delle 302 Terme presenti in Italia, quelle con una ricerca dermatologia di rilievo sono solo Comano, Acque Albume e Abano, le altre 299 non sono supportate da nessun tipi di ricerca accreditata.

Scarica

TORNA INDIETRO