Medinews
12 Aprile 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL DOTT. ETTORE SEVERI

Le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione comunale di Montecatini Terme a promuovere un’attenta ricerca scientifica sulla qualità delle acque nascono da una serie di osservazioni e riflessioni che non possono prescindere da una premessa: i significati di ‘salute’ e ‘malattia’ nella società moderna. C’è innanzitutto una grande differenza tra star bene e non essere malati. Infatti, se non essere malati significa non presentare alcuna patologia organica o psicologica, star bene rappresenta quello stato di salute psicofisica ottimale che permette all’essere umano di esprimere al meglio tutte le sue potenzialità fisiche e psicologiche.
Mentre nelle società tecnologicamente avanzate la salute, nel suo significato di assenza di malattia, è un diritto indiscutibile del cittadino, garantito e raggiunto mediante una strategia di provvedimenti socio-sanitari, al contrario lo stato di benessere, inteso come ‘star bene’, è una conquista lasciata alla discrezionalità e alla capacità di ognuno.
La medicina del benessere ha come oggetto l’individuo sano, dopo che la medicina preventiva, attraverso i propri strumenti tradizionali di diagnostica precoce di eventuali quadri morbosi (test ematici, radiologici, controllo dei fattori di rischio cardiovascolare e neoplastico, ecc.) ha completato il proprio compito.
In altre parole, la medicina del benessere si rivolge all’individuo riconosciuto ‘sano’, incluso il disabile stabilizzato nel suo handicap, puntando non solo al mantenimento dello stato di salute ma al suo continuo perfezionamento, recuperando, in tal modo, contenuti del pensiero medico che si rifanno alla grande tradizione ippocratica. La medicina del benessere, pertanto, integra la medicina preventiva intesa come diagnostica precoce e, almeno in potenza, ne riduce il bisogno. Tale integrazione costituisce così la più autentica e completa prevenzione della malattia.
Il benessere è il risultato soprattutto di uno stile di vita che contempla diverse componenti, tra cui – essenziali – sono gli aspetti psicologici, fisici, nutrizionali e la cura del corpo. Queste aree sono quelle sulle quali maggiormente si è articolato il lavoro di ricerca, l’esame dei dati e delle informazioni. Informazioni corrette, suffragate da riscontri oggettivi e scientificamente provati, sono condizione indispensabile per la conquista di uno stato di salute ottimale.
Un passo decisivo, forse una vera e propria svolta, almeno a livello giuridico-legislativo, è stato compiuto con il varo della legge n°323 del 24.10.2000 sul riordino del settore termale.
L’azione del Comune si è dunque concentrata nel reperimento delle risorse economiche atte a finanziare un progetto di ricerca scientifica del tutto nuova per Montecatini. Infatti le nostre terme, da anni in prima linea per le cure idropiniche e fango-termali, non hanno mai dedicato nessuno studio scientifico per validare l’efficacia delle acque per la cura di altre affezioni, di tipo dermatologico e cosmetologico.
Un progetto ambizioso strettamente legato alla nostra più remota tradizione. Le Terme di Montecatini in origine non avevano tale denominazione, bensì erano i famosi Bagni di Montecatini: da una ricerca storica è infatti emerso che fin dai tempi dei romani, soldati e cavalli si curavano da eczemi, dermatiti e piaghe immergendosi nelle nostre acque. Forti di questo inedito aspetto e di altri studi effettuati dall’Università di Firenze abbiamo voluto indagare più a fondo. Ciò che ne è emerso e che andremo a presentare è stupefacente. Risultati che ci impongono già da adesso una seria ed attenta riflessione, sulla qualità della nostra offerta di beni e servizi. Certo è che le sole strutture, per quanto moderne e accoglienti, non potevano essere sufficienti al rilancio di una città che vanta tradizioni secolari legate alle sue acque; era indispensabile legare il rinnovo dei servizi e delle strutture ad una validazione scientifica, riconosciuta anche a livello internazionale.
In troppi oggi abusano del termine termale. Noi vogliamo differenziarci: non ospitiamo un semplice centro benessere, ma una città termale con 9 stabilimenti storici, acque diverse, un territorio splendido ed un’offerta turistica che è valsa e vale a Montecatini il titolo di “Terme d’Europa”.
Una spinta innovativa e di rilancio che è anche il filo conduttore della prossima privatizzazione gestionale degli stabilimenti. La proprietà delle terme è e resterà pubblica, partecipata al 50% dai Comuni e dalle Regioni di appartenenza. In questi anni, però, la gestione diretta da parte dello Stato ha portato ad una crescente mancanza di competitività: per questo il Comune di Montecatini e la Regione Toscana hanno cercato un gestore privato al quale affidare il ramo d’azienda pur rimanendo proprietari e controllori della nuova società di gestione.
In sintesi, con questa complessa operazione Montecatini vuole cambiare volto, modernizzarsi pur rimando fedele alle sue tradizioni. Da molti anni la nostra città conta una presenza turistica di circa due milioni di persone l’anno, ma se venti anni fa la maggior parte delle presenze era legata alle terme, oggi Montecatini è divenuta anche punto di appoggio per la visita alle vicine città d’arte e meta d’elezione per il turismo congressuale. Noi vogliamo utilizzare al meglio queste nuove opportunità. L’acqua termale non va più considerata dunque solo come cura ma va proposta anche come vacanza benessere, integrazione al concetto di ‘vivere’ bene, luogo per ‘stare’ bene, per ritrovare la forma fisica e mentale.
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