venerdì, 17 aprile 2026
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12 Aprile 2002

STUDIO PUBBLICATO SULL’INTERNATIONAL JOURNA OF IMMUNOPATOLOGY AND FARMACOLGY CONDOTTA DA BILCKAEN, BENCI, SCALBRINO, HERCOGOVA, LOTTI

Le ulcere delle gambe sono lesioni cutanee croniche caratterizzate da assottigliamento della pelle e conseguente tendenza al formarsi di lesioni spontanee. La malattia, che colpisce l’1% della popolazione mondiale, interessa soprattutto le persone anziane, ma non sono rari i casi di malati con meno di 40 anni. La maggior parte della ulcere delle gambe sono legate a ipertensione arteriosa, a tromboflebite o a difetti congeniti della circolazione. Le cure consistono nella somministrazione di farmaci che incrementano il passaggio dell’ossigeno dal sangue ai tessuti. Altre terapie consistono le tenere le gambe alte, nell’usare calze a compressione graduata, nell’ozono- terapia e nella balneoterapia.
L’ozono- terapia in particolare si è rivelata particolarmente efficace ma si è notato che anche la balneoterapia con acqua solfata gioca un ruolo chiave in quanto svolge un’azione cheratoplastica. Inoltre il bagno sulfureo svolge una benefica azione disinfettante sulla pelle con ulcere.
La sperimentazione è stata condotta su 38 persone affette da ulcere delle gambe dovute a tromboflebite.
I volontari sono stati divisi in due gruppi: uno composto da 20 persone (5 maschi e 15 femmine) di età compresa fra i 36 e gli 87 anni affetti da ulcere delle gambe da un periodo compreso fra i 3 mesi e i 2 anni; l’altro composto da 18 persone ( 8 maschi e 10 femmine) di età compresa fra i 4 e i 77 anni affetti da ulcere delle gambe da un periodo compreso fra i 6 e i 18 mesi. Le ulcere sono state definite croniche se presenti da almeno 8 settimane all’inizio dell’esperimento e se misurano dai 20 ai 200 mm2 . Sono stati esclusi dall’esperimento pazienti affetti anche da altre patologie o diabetici.
Il primo gruppo è stato sottoposto a trattamento con ozono terapia con una concentrazione di ozono di 6mg/ml iniettata mediante mesoterapia intorno alle ulcere, ogni settimana per 12 settimane. Lo stesso gruppo è stato anche sottoposto a balneoterapia in acqua Leopoldina a 36.5° per 20 minuti ogni due giorni per due settimane ogni tre mesi.
Il secondo gruppo è stato sottoposto a balneoterapia in associazione non con ozono-terapia ma con hydrocolloid applicati con bendaggi dopo la disinfezione dei tessuti malati con soluzione salina e l’applicazione di garze sterili.
Alla fine del trattamento si è notato un risultato analogo nei due gruppi, in entrambi l’area ulcerata si era ridotta di circa il 50%.
In conclusione si è dimostrato che la terapia con acqua Leopoldina rappresenta una valida alternatva per pazienti afetti da ulcere delle gambe che non possono sottoporsi ad altri interventi o assumere farmaci.
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