martedì, 4 agosto 2020
Medinews
18 Marzo 2002

03 TUMORE DEL COLON RETTO: PER GLI ANZIANI UNA CHEMIOTERAPIA AD HOC

Seno, prostata, polmone e colon retto, gli organi più colpiti da neoplasia nelle persone anziane ma non si tratta di casi sporadici, costituiscono almeno la metà dei 270 mila nuovi casi di tumore registrati ogni anno in Italia. Intervenire, quindi, è necessario ma con le dovute precauzioni.
Le chemioterapie tradizionali non possono essere sempre utilizzate, bisogna avere ben presente il quadro clinico completo della persona, spesso affetta anche da altri disturbi. In altre parole bisogna sviluppare nuovi trial clinici dedicati proprio al paziente ultra sessantenne. Molto si deve ancora fare ma tanto è già stato fatto, un esempio importante è rappresentato dal ftorafur-uracile, farmaco chemioterapico orale messo a punto dalla Bristol-Myers Squibb per la cura del tumore al colon retto. “E’ un farmaco destinato a rivoluzionare l’approccio alla malattia che ogni anno colpisce 34.000 italiani”, afferma il dott. Roberto Labianca presidente eletto dell’AIOM. Un cambiamento epocale, quindi, tanto è vero che un’intera sessione del congresso è stata dedicata agli studi e ai successi ottenuti da questo farmaco. “La formulazione orale del ftorafur-uracile – già utilizzato in diversi centri italiani – spiega Labianca – permette di sostituire i regimi infusionali di alcuni altri farmaci, con risultati evidenti e immediati. Il paziente non è costretto a frequenti ricoveri, si riducono notevolmente gli effetti collaterali, in particolare stomatiti e disturbi gastroenterici, ma soprattutto si garantisce al paziente una migliore qualità di vita”. Il presidente eletto dell’AIOM lancia però anche un monito: il fatto che si presenti come una semplice capsula non ne fa un farmaco diverso dagli altri chemioterapici, per cui va prescritto dallo specialista e somministrato sotto il suo controllo costante e diretto”.
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