martedì, 24 novembre 2020
Medinews
16 Marzo 2002

EPATITE C: COME SI CONTRAE E COME EVITARE IL CONTAGIO

Il virus dell’epatite C si trasmette per via parenterale apparente (trasfusioni di sangue o emoderivati) o inapparente (per via percutanea). La modalità di trasmissione che ha maggiormente contribuito alla diffusione dell’infezione su ampia scala è stata quella per via percutanea.
Ciò è avvenuto prevalentemente negli anni ’60-’70, quando si sono diffuse sul territorio chirurgia ambulatoriale, cure odontoiatriche, agopuntura, ecc. In quel periodo, in mancanza di conoscenze sui virus epatitici, si è favorita la diffusione dell’infezione con l’uso di strumenti non perfettamente sterilizzati e impiegati consecutivamente per più pazienti.
È stato dimostrato che l’uso di siringhe di vetro non sterilizzate è stato uno dei principali meccanismi di trasmissione del virus. Oggi non si usano più siringhe di vetro, ma permane l’uso promiscuo di rasoi, pettini, forbici, pinzette o di altri oggetti taglienti, tra soggetti infetti e non infetti, che è un comportamento a rischio sottovalutato nello stile di vita quotidiano.
Dopo il 1990, in seguito alla scoperta del virus e alla conseguente
introduzione del test di screening sulle donazioni di sangue, il contagio tramite la trasfusione di sangue o emoderivati si è drasticamente ridotto, fino a diventare evento eccezionale. Restano comportamenti a rischio l’esecuzione di cure estetiche (manicure e pedicure) con strumentario non personalizzato, i tatuaggi, il piercing e ogni altra procedura invasiva con strumenti non monouso.
I dati derivanti dalla sorveglianza epidemiologica delle epatiti virali in Italia indicano
che, attualmente, i più importanti (ma tutti prevenibili) fattori di rischio nella popolazione
generale sono, oltre all’uso di droghe per via endovenosa, i rapporti sessuali con più di un partner e i trattamenti medico-chirurgici ed estetici, quando non vengano utilizzati metodi efficaci di sterilizzazione e mantenimento degli strumenti.
La trasmissione materno-fetale e l’allattamento sono modalità di contagio possibili, ma che si verificano raramente.


Consigli per il soggetto con infezione da HCV
Come proteggere gli altri

• Avere rapporti protetti, se si ha più di un partner sessuale
• Informare il personale sanitario (medici, odontoiatri, ecc.) della propria condizione
• Non donare sangue
• Coprire bene eventuali ferite
• Utilizzare solo per se stesso: rasoi, tagliaunghie, forbici e altro strumentario simile, pettini
• Smaltire in maniera appropriata gli aghi utilizzati
Molto spesso il soggetto con infezione da HCV, per paura di contagiare le persone vicine,
modifica in maniera impropria e inutile la propria vita di relazione. Le autolimitazioni sono
in gran parte inutili e servono solo a peggiorare la qualità di vita.

Esempi di comportamenti non pericolosi

• Cucinare
• Fare il bagno in piscina
• Abbracciarsi
• Darsi la mano
• Ballare
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