martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
15 Marzo 2002

MORTALITA’ E MORBIDITA’ IN EUROPA E IN ITALIA

La mortalità per BPCO varia sensibilmente da paese a paese. Questo fatto è dovuto alla diversa esposizione ai fattori di rischio ma anche, in larga misura, a problemi relativi alla redazione dei certificati di morte e alle codifiche adottate. Se vengono usati i codici della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD) 490-493, la mortalità maschile varia per esempio dal 41,4 per 100.000 abitanti in Ungheria al 2,3 per 100.000 abitanti in Grecia ma, se viene considerato il codice 496 (Ostruzione cronica delle vie aeree non altrimenti specificata), questi tassi cambiano sensibilmente. La mortalità per BPCO può a volte comprendere quella per asma, poiché il sistema di codifica non è omogeneo in tutta Europa.
In futuro si prevede inoltre un aumento in Europa delle morti per BPCO.

Mortalità in Italia

Le malattie dell’apparato respiratorio rappresentano a tutt’oggi la terza causa di morte in Italia, dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori. Il pattern della loro distribuzione è cambiato significativamente nell’ultimo secolo per la netta riduzione della mortalità per tubercolosi e polmonite a fronte di un aumento dei tumori polmonari e delle patologie cronico-degenerative che colpiscono in particolare la fascia d’età anziana. Le BPCO rappresentano attualmente il 50-55% di tutte le morti per malattie dell’apparato respiratorio. Negli ultimi anni i tassi di mortalità per BPCO si sono attestati stabilmente intorno a valori di 30 per 100.000 persone; in numero assoluto si tratta di valori compresi tra 17.292 del 1988 e 18.747 del 1993. Per quanto riguarda in particolare la mortalità per bronchite cronica negli anziani, l’analisi dei dati ISTAT del decennio 1981-1990 mostra che i tassi per 100.000 persone aumentano con l’età passando da valori di 36-14 0/0000 nei pazienti di 55-64 anni a valori massimi di circa 504-568 0/0000, negli ultra 85enni. I valori di mortalità per enfisema passano da 1,7-5,5 0/0000 nella prima fascia d’età a valori massimi di circa 40-60 0/0000 nella seconda. Per quanto riguarda l’ostruzione cronica delle vie aeree non altrimenti specificata, i valori passano da 1,4-2,6 0/0000 nei pazienti di 55-64 anni a valori massimi di circa 15-55 0/0000 negli ultra 85enni.
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