martedì, 24 novembre 2020
Medinews
1 Marzo 2002

L’EPATITE CRONICA

E’ una infiammazione permanente del fegato provocata dalla persistente presenza del virus. Solo i virus dell’epatite B, C e Delta possono provocare una epatite cronica. L’epatite cronica viene diagnosticata quando si riscontrano transaminasi costantemente elevate o fluttuanti per più di 6 mesi. Nella maggior parte dei casi è del tutto asintomatica, per cui il riscontro spesso avviene in modo casuale (per esempio in occasione di esami del sangue eseguiti per altri motivi). La diagnosi definitiva di epatite cronica viene fatta tramite indagine dei marker epatici e agobiopsia del fegato, che consente l’analisi istologica del tessuto epatico.
Classicamente l’epatite cronica viene distinta in due tipi:
• epatite cronica persistente: il danno epatico è modesto, scarsamente progressivo (si aggrava poco con il passare del tempo) e può anche andare incontro a guarigione spontanea con il passare degli anni.
• epatite cronica attiva: il danno epatico è più intenso, progressivo e con scarsissima tendenza alla guarigione spontanea.
Attualmente la descrizione del quadro istologico delle epatiti croniche ha superato questa rigida schematizzazione, per cui l’entità del danno viene quantificata attribuendo dei punteggi a dei parametri quali l’intensità della necrosi e dell’infiammazione (gradazione) e la presenza di fibrosi (stadiazione), che è una sorta di cicatrizzazione del tessuto epatico. A tale scopo viene utilizzata una apposita classificazione, riportata in tabella.
Per esempio, una gradazione da 4 a 8 indica una epatite cronica di grado lieve, mentre un valore superiore a 12 identifica una epatite di grado severo. La stadiazione invece indica il grado di fibrosi: un valore di 4 equivale praticamente alla presenza di cirrosi.

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