venerdì, 19 agosto 2022
Medinews
27 Febbraio 2002

COS’È FTORAFUR-URACILE

Il 5-FU ha rappresentato, per molti decenni, la pietra miliare del trattamento del cancro del colon retto e negli ultimi anni la terapia standard di questa malattia è stata l’associazione di 5-FU con Leucovorin (LV).


Il 5-FU, va somministrato per via endovenosa in ospedale – operazione scomoda per i pazienti e costosa per il sistema sanitario. Inoltre, l’esposizione delle cellule tumorali al farmaco somministrato in bolo non è ottimale data la breve emivita della molecola, di contro l’infusione continua può determinare concentrazioni alte e potenzialmente tossiche.

Sono così stati avviati due grandi studi internazionali di fase tre (011 e 012), che hanno coinvolto oltre 1100 pazienti con cancro del colon retto in tutto il mondo, compreso l’Italia, e i risultati mostrano che l’associazione ftorafur-uracile/LV presenta la stessa efficacia, ma riduce la gravità e la frequenza degli effetti collaterali dell’associazione standard 5-FU/LV.


Nello studio 011, per esempio, l’incidenza di neutropenia severa (1% contro 56%), di neutropenia febbrile (0% contro 13%) e di stomatiti severe (1% contro 19%) è sempre minore nei pazienti trattati per via orale. Anche l’effetto collaterale più diffuso nel gruppo trattato con ftorafur-uracile/LV, la diarrea, si è manifestato meno frequentemente nelle persone curate con la nuova terapia orale rispetto ai pazienti trattati con 5-FU/LV. Inoltre, i pazienti nel gruppo dello ftorafur-uracile/LV hanno fatto minor ricorso alle terapie di supporto.


Ftorafur-uracile ha un meccanismo d’azione unico che permette di prolungare l’attività terapeutica di 5-FU nel plasma e nei tessuti tumorali.


300 mg/m2/giorno di ftorafur-uracile vengono somministrati con 90 mg/giorno di LV, e il trattamento viene diviso in tre dosi giornaliere. Un ciclo completo comprende 28 giorni di terapia seguiti da una settimana di sospensione.


Numerosi studi dimostrano che, a parità di efficacia, i malati di cancro scelgono quasi sempre il trattamento orale rispetto alle terapie classiche. Questo nuovo modo di affrontare la patologia permette ai pazienti di curarsi a casa e si contrappone alla scomodità, agli inconvenienti e allo stress associati alla infusione endovenosa. Questo significa meno accessi in ospedale, meno procedure invasive e una miglior qualità di vita con il mantenimento della quotidianità.


Uno studio di preferenza (Borner-Schoffski) illustra chiaramente come i pazienti scelgano una chemioterapia orale. In questo studio, l’84% dei malati ha espresso questo parere dopo aver sperimentato entrambi i trattamenti. I motivi della preferenza includono il fatto che ‘si tratta di una pillola’ (73%) e che ‘può essere presa a casa’ (69%).


Attualmente sono in corso trial clinici per valutare l’utilizzo di ftoraful-uracile in combinazione con altre molecole antitumorali, inclusi Irinotecan e Oxaliplatin, per il cancro del colon retto.
TORNA INDIETRO