martedì, 22 settembre 2020
Medinews
27 Febbraio 2002

COMUNICATO STAMPACANCRO DEL COLON RETTO, ANCHE IN ITALIA DISPONIBILE LA CHEMIOTERAPIA ORALE

Il tumore del colon retto è una patologia complessa che si manifesta, nel 90% dei casi, dopo i 55 anni (con un picco intorno ai 65-70). Le persone più a rischio sono quelle che soffrono di poliposi e che hanno una storia familiare di cancro intestinale. Nel mondo ogni anno seicentomila persone vengono colpite, 150 mila solo in Europa. “Persone che da oggi potranno utilizzare il ftorafur-uracile che presenta la stessa efficacia delle terapie tradizionali per via endovenosa. I vantaggi – sottolinea Labianca – sono evidenti: la stessa efficacia con ridotta tossicità ematologica, minori effetti collaterali, soprattutto stomatiti e disturbi gastroenterici, e inferiore ricorso a terapie invasive con una qualità di vita sicuramente migliore”. Il malato, quindi, può recarsi molto meno in ospedale, riduce le assenze dal lavoro, vive minori disagi per lui e i familiari. Costi socio-sanitari del regime di ricovero e disagi per il paziente vengono così superati con ftorafur-uracile un’arma in più per convivere meglio con la malattia. “Attenzione però – aggiunge l’oncologo -, anche se si tratta di una capsula, ftorafur-uracile è a tutti gli effetti un chemioterapico e va utilizzato con perizia. La terapia deve essere gestita dallo specialista che conosce il paziente nella sua globalità, il meccanismo d’azione della molecola e la storia naturale della malattia”.
Ma anche quando il paziente giunge dallo specialista, il compito del medico di famiglia non si esaurisce. “Soprattutto – spiega Ovidio Brignoli, vice presidente nazionale della SIMG (Società Italiana di medicina generale) – si richiede a tutti noi di far da tramite fra lo specialista e il malato nell’assoluto rispetto dei ruoli”.

Ma il ruolo davvero vincente che va svolto dal medico di famiglia è quello della prevenzione. “Noi siamo in grado di indirizzare i pazienti a rischio verso l’oncologo perché conosciamo la loro storia familiare, gli stili di vita e i parametri che possono portare allo sviluppo di un tumore – sottolinea Brignoli – con grande vantaggio perché è risaputo che una diagnosi precoce aumenta notevolmente le possibilità di cura. Per questo è di fondamentale importanza lo sviluppo di una vera e propria alleanza con lo specialista per favorire le speranze di combattere il cancro ”.

La formulazione orale del ftorafur-uracile è stata sperimentata anche nei maggiori centri di riferimento in Italia e, sempre in Italia sono stati avviati nuovi studi multicentrici. “I ricercatori sono al lavoro – spiega il dott. Giovan Battista Leproux, direttore medico di Bristol Myers-Squibb – per rendere l’assunzione del farmaco ancora più pratica e immediata, per valutare le effettive potenzialità del farmaco in combinazione con altri chemioterapici e contro altri tipi di tumore”.
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