giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
27 Febbraio 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL DR. GIOVAN BATTISTA LEPROUX

. Basti dire che la somministrazione del farmaco per via endovenosa comporta l’insorgenza di effetti collaterali importanti tali da determinare il ricovero fino al 20% dei casi, percentuale notevolmente ridotta con la somministrazione orale. Gli unici effetti collaterali si sono infatti limitati a disturbi gastrointestinali.
L’Italia è stata protagonista sin dalle prime fasi dello sviluppo clinico del ftorafur-uracile con cinque centri coinvolti nello studio registrativo europeo (CA146-012).
Appena comparso all’orizzonte, ftorafur-uracile è già destinato ad un futuro denso di studi in cui saranno valutate le ulteriori potenzialità del farmaco in combinazione con altri chemioterapici, con diverse modalità terapeutiche, come la radioterapia e per tumori diversi dal colon retto. Per questo Bristol-Myers Squibb ha deciso di avviare collaborazioni con qualificati centri di ricerca italiani per valutare e studiare le potenzialità del ftorafur-uracile.

In una serie di studi, ricercatori italiani stanno valutando l’efficacia di regimi di associazione di ftorafur-uracile e altri farmaci per evitare il ricorso a presidi chirurgici invasivi che aggravano e condizionano la qualità di vita dei pazienti.
L’Italia, peraltro, sarà l’unico Paese europeo coinvolto in uno studio insieme agli Stati Uniti, nello sviluppo di ftorafur-uracile come farmaco radiosensibilizzante, cioè in grado di potenziare l’effetto del trattamento radiante senza richiedere l’impianto dei dispositivi per l’infusione di chemioterapici – normalmente utilizzati a tale scopo nella pratica clinica.
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