Medinews
19 Febbraio 2002

L’AIDS IN ITALIA

I più colpiti

Le Regioni più colpite sono Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Liguria. Aumenta l’età alla diagnosi e sono in costante incremento le infezioni attribuibili a rapporti eterosessuali; è cresciuta in maniera rilevante la percentuale di casi di AIDS riscontrati in persone provenienti da altri Paesi (oltre il 14 per cento del totale dei casi nel 2001). Oltre il 60% dei casi segnalati nell’ultimo anno riguarda persone che non avevano effettuato terapie anti-retrovirali prima della diagnosi di AIDS. Si tratta di persone che hanno acquisito l’infezione per via sessuale e in, particolare, di stranieri. Tra questi, è elevata la proporzione di coloro che scoprono di essere sieropositivi solo al momento della diagnosi di AIDS.

Aumenta la sopravvivenza
L’uso delle terapie combinate anti-retrovirali ha determinato una diminuizione dei nuovi casi di AIDS, ma anche un incremento della sopravvivenza delle persone infette o malate; cresce, conseguentemente, il totale dei pazienti viventi, che supera ormai quota 17 mila.

Epidemia da tenere sotto controllo
Sorvegliare l’andamento dell’epidemia basandosi esclusivamente sull’incidenza dei casi di AIDS non è però sufficiente, specie ora che i trattamenti hanno modificato la storia naturale dell’infezione e l’allungamento del tempo di incubazione ha determinato una riduzione del rischio di sviluppare l’AIDS da parte delle persone sieropositive. Per questo motivo, la Commissione Nazionale AIDS ha raccomandato di estendere i sistemi di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione, sinora limitati ad alcune entità regionali, a tutto il territorio nazionale.

I nuovi casi di HIV
L’incidenza di nuove diagnosi di infezione da HIV, stimata sulla base dei dati provenienti da 5 regioni, è di 6,7 nuove infezioni per 100 mila abitanti. Nell’ultimo anno sono state segnalate 720 nuove diagnosi di infezione solo in queste regioni, di cui la gran parte (84%) attribuibili a trasmissione sessuale. Assumendo la stessa incidenza per tutte le regioni italiani, dal momento che quelle già attive rappresentano circa il 20 per cento della popolazione nazionale, si può stimare un totale di 3500 nuove diagnosi di infezione da HIV per anno, poco meno di 10 al giorno, nel nostro Paese. Tale incidenza è più bassa di quella del Portogallo o della Svizzera, ma ben più elevata di quella di altri grandi paesi europei come l’Inghilterra o la Germania, e si è rilevata relativamente stabile negli ultimi anni.


In guardia
L’aumento della sopravvivenza determina un incremento del numero di persone sieropositive viventi, che si stima ormai vicino a 110 mila. Pertanto, anche se i successi della terapia sono notevoli e hanno contribuito alla diminuzione di casi di malattia conclamata e a un crollo dei decessi, si rileva un aumento globale dell’impatto dell’epidemia a livello di popolazione.

Conclusioni
L’allungamento del tempo di incubazione e della sopravvivenza ha determinato una diminuzione dei nuovi casi di AIDS, ma anche un aumento delle persone malate attualmente viventi. Analogamente, nonostante l’incidenza di nuove infezioni sia diminuita rispetto a quella riscontrata a metà degli anni Ottanta e tenda ad essere pressoché stabile, l’allungamento della sopravvivenza determina ora una tendenza all’aumento dei sieropositivi nel nostro Paese. Per questo motivo, nonostante un cauto ottimismo non sia del tutto fuori luogo, è quanto mai necessario continuare a monitorare con attenzione l’epidemia e mettere in atto efficaci interventi di prevenzione.
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