venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
22 Febbraio 2002

SUPPLY CHAIN INTEGRATA, BOLOGNA CI CREDE E AVVIA IL PROGETTO PILOTA

Tredici milioni di euro, venticinque miliardi di vecchie lire. A tanto potrebbe ammontare il risparmio per le Aziende Sanitarie della sola provincia di Bologna, che per farmaci e presidi biomedicali e diagnostici spende ogni anno 130 milioni di euro, se si attuasse un progetto di supply chain integrato. Con queste parole la dottoressa Lucia Concetti, dirigente delle 5 ASL che fanno capo alla città emiliana, auspicava, solo un anno fa, la realizzazione di un sistema informatizzato capace di snellire in modo efficace i processi di approvvigionamento e distribuzione di farmaci e presidi medici.
Partito con un programma di Unione di Acquisto che affidasse ad un’unica centrale l’approvvigionamento del materiale sanitario dei 12 ospedali, dei 160 presidi territoriali e delle 5 aziende sanitarie della provincia di Bologna, il progetto si è poi ampliato grazie anche a MedicalPlaza, che ha scelto questa importante realtà per avviare, con un progetto pilota, il suo programma di supply chain integrato.
“Abbiamo accolto di buon grado la proposta di MedicalPlaza – spiega Lucia Roncetti – perché riteniamo che l’informatizzazione del sistema di approvvigionamento sia l’unica strada da seguire, non solo per contenere le spese di gestione dei magazzini, ma anche per poter seguire il farmaco o il prodotto biomedicale dal momento in cui viene fornito dall’azienda a quando viene somministrato al paziente. Faccio un esempio: fino ad ora consideravamo consumato un prodotto nel momento in cui questo lasciava i magazzini per raggiungere i reparti degli ospedali o i presidi territoriali. Ora, invece, siamo in grado di sapere se una volta giunto a destinazione il prodotto viene immediatamente consumato o se rimane, e per quanto tempo, negli armadi dei reparti. Questo percorso ci consente di evitare riordini inutili, di tenere sotto controllo costante la data di scadenza dei farmaci e di conoscerne con esattezza il lotto di produzione, particolare questo importante in termini di sicurezza e garanzia per il cittadino. Capita, infatti, che il ministero ci comunichi anomalie relative ad alcuni lotti di farmaci, in questo modo noi possiamo isolare il prodotto segnalato ed evitare che venga somministrato ai pazienti”.
Il progetto pilota di Bologna avviato da MedicalPlaza coinvolge in una prima fase l’ospedale Maggiore e in particolare il reparto di malattie infettive che sta approvvigionando con questo innovativo metodo antibiotici e antiretrovirali forniti dall’azienda farmaceutica Roche.
“E’ presto per commentare i risultati: il progetto è stato avviato solo da un mese – afferma Lucia Roncetti – ma abbiamo motivo ritenere che si tratti di un metodo vincente perchè per la prima volta in un progetto di questo genere sono state tenute in considerazioni le diverse esigenze della domanda e dell’offerta.
Ottimizzando l’approvvigionamento, le ASL riducono gli sprechi, le aziende farmaceutiche riducono il lavoro di fatturazione, la sovrapproduzione e le spese di trasporto per consegne urgenti o comunque non pianificate. E ancora una volta lasciamo parlare i numeri: solo riducendo a quattro l’anno il numero delle fatture, l’ASL di Bologna prevede di risparmiare non meno di 2 milioni di euro l’anno, oltre 3.5 miliardi di lire”.
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