Medinews
22 Febbraio 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DELL’ ING. CARLO MAMBRETTI

Per offrire un servizio sanitario di qualità in un Paese come l’Italia deve essere garantita la presenza di tre attori principali: il medico e il personale paramedico; il farmaco e i prodotti biomedicali e diagnostici. Infatti un buon sistema sanitario si deve preoccupare della prevenzione, diagnosi e cura del paziente e della sua riabilitazione; i tre attori sopra citati intervengono indissolubilmente in tutte queste fasi di un processo sanitario.
I prodotti biomedicali e diagnostici sono dunque parte dell’attività sanitaria in senso stretto. Servono per fare sanità e dovrebbero essere considerati prodotti strategici, visti con un’attenzione diversa dal prodotto di consumo e di economato che, al contrario, pur essendo usati in sanità non sono essenziali per produrre la prestazione sanitaria.
Una valvola cardiaca, per esempio, o un kit per verificare se una persona ha un’infezione o la glicemia troppo alta, fanno parte di quella serie di strumenti che il medico deve avere a disposizione in ogni momento per curare il paziente.

Il settore delle tecnologie biomediche e diagnostiche, pur essendo molto importante come tipologia di prodotto, occupa un ruolo economico piuttosto ristretto, limitato a 2.700 Milioni di Euro: una goccia nel mare se si pensa che la spesa sanitaria pubblica in Italia si aggira intorno ai 72.000 milioni di Euro.
Oggi, però, la sanità è alla ricerca disperata di soluzioni che le consentano un equilibrio economico e gli strumenti finora utilizzati hanno riguardato quasi esclusivamente il ricorso ad acquisti al prezzo più basso. Un concetto molto pericoloso nel nostro settore. Siamo infatti di fronte a oggetti necessari per la salute delle persone in cui il concetto di qualità è fondamentale. Non si può pensare di risparmiare rischiando di andare ad incidere negativamente sulla qualità.
Cercare dunque nuovi strumenti per razionalizzare la spesa sanitaria in modo globale che consentono di recuperare risorse su altri fronti e riorganizzare i processi di supply chain per essere efficienti nella globalità delle spese, consente di creare vantaggi sull’intera spesa e non solo su un settore economicamente marginale come il nostro.
Al vantaggio economico il progetto Medical Plaza accompagna poi il vantaggio organizzativo che consente di avere sempre sotto controllo le scorte, di avere sempre a disposizione il materiale necessario, di instaurare un dialogo continuativo fra cliente e fornitore.
Abbiamo insomma di fronte una proposta capace di fornire strumenti di razionalizzazione della spesa e ad un progetto vincente perché nasce dal dialogo fra i diretti interessati, fornitori e aziende ospedaliere.
Assobiomedica assumerà in questo progetto il ruolo di portavoce di esigenze e di conoscenze, di supporto alla razionalizzazione e di disponibilità al dialogo.
Il nostro settore ha già visto un’esperienza simile negli Stati Uniti: si tratta GHX, un portale nel quale chi entra può trovare la vetrina di tutti i prodotti offerti dalle aziende che partecipano ma anche un collegamento diretto fra le esigenze dell’ospedale e le offerte dell’azienda. Si tratta di una progetto no profit che vede la partecipazione di oltre 100 imprese e che ora si sta allargando anche ad alcune realtà europee.
Per quanto riguarda l’Italia è auspicabile che Medical Plaza possa raccogliere l’esperienza statunitense e adattarla alla nostra realtà.

L’ING. CARLO MAMBRETTI È DIRETTORE GENERALE DI ASSOBIOMEDICA
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