mercoledì, 4 agosto 2021
Medinews
15 Gennaio 2002

02 – COMUNICATO STAMPA – LEUCEMIA MIELOIDE CRONICA: DA OGGI ANCHE IN ITALIA IL FARMACO SALVAVITA

Roma, 15 gennaio 2002 – La leucemia mieloide cronica è una neoplasia che trae origine da un’anomalia genetica acquisita dalle cellule del midollo osseo. Il gene che origina in conseguenza a questa alterazione, detta cromosoma Philadelphia, sintetizza una proteina anomala che causa una proliferazione incontrollata dei globuli bianchi.

Fino ad oggi le cure per la leucemia mieloide cronica non erano soddisfacenti e le percentuali di guarigione erano piuttosto basse. Il trapianto allogenico, riconosciuto come unico intervento terapeutico che può portare a guarigione, è gravato da un’alta probabilità di mortalità e morbidità. L’interferone alfa, introdotto negli anni ’80, rappresenta il farmaco di riferimento, anche se è efficace solo in circa il 50% dei pazienti e ha molti effetti collaterali e tossici che possono incidere negativamente sulla qualità della vita.

“La disponibilità di una nuova, efficace terapia come imatinib fa sì che anche in Italia i malati possano avere una speranza di guarire e di condurre una vita assolutamente normale” spiega il prof. Franco Mandelli, Direttore Centro di Ematologia, Universita’ di Roma. “Imatinib è quindi un passo in avanti di estrema importanza: in tempi medio lunghi ci aspettiamo nuovi dati sperimentali e probabilmente, una costante riduzione di questa malattia, fino idealmente alla sua scomparsa. Averlo a disposizione apre nuovi scenari nella lotta per sconfiggere non solo la leucemia mieloide cronica, ma anche altri tipi di leucemie come la linfatica acuta.”

Studi clinici hanno dimostrato che imatinib è caratterizzato da una eccezionale efficacia: è in grado infatti di indurre una risposta ematologica in oltre il 90% dei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica resistenti o intolleranti a interferone e una risposta citogenetica in circa il 60% di essi. All’efficacia si unisce un elevato profilo di tollerabilità e la facile somministrazione per via orale.

“Rispetto agli standard attuali per questa patologia – commenta il prof. Michele Baccarani Direttore Istituto di Ematologia e Oncologia Medica “L. e A. Seragnoli”, Policlinico S. Orsola-Malpighi, Università di Bologna – il paziente trattato con imatinib viene sottoposto ad una cura più ‘intelligente’, cioè più specifica e più efficace sotto tutti i punti di vista, e che, soprattutto, non mette in pericolo né la sua qualità di vita né la vita stessa. Come medico mi aspetto quindi che le attuali indicazioni di questo farmaco vengano ampliate anche per il trattamento delle fasi iniziali della malattia”.

“Vorrei anche sottolineare – prosegue il prof. Baccarani – che grazie ad uno sforzo congiunto tra i principali centri di Ematologia e Novartis è stato possibile trattare in Italia oltre il 10% di tutti i pazienti reclutati nel mondo (circa 7500) nel corso degli studi clinici garantendo così l’accesso a questa terapia alla maggior parte dei pazienti che potevano trarne beneficio, sebbene il farmaco fosse ancora in fase sperimentale”.

A fronte degli importanti risultati emersi già dalle prime fasi di sperimentazione, Novartis ha effettuato uno straordinario sforzo organizzativo, sia sul piano dello sviluppo clinico sia produttivo, che ha consentito di portare Glivec sul mercato in tempi record, 32 mesi a fronte dei 6 anni di solito necessari.

“Sono orgoglioso di poter affermare che la ricerca e le competenze nella genomica di Novartis hanno prodotto un’autentica rivoluzione nella storia delle terapie antineoplastiche – ha affermato Giacomo di Nepi, Amministratore Delegato di Novartis Italia – non solo per la straordinaria efficacia di imatinib nella leucemia mieloide cronica, ma perchè questa nuova soluzione terapeutica si propone come un modello vincente per lo sviluppo di nuovi trattamenti anticancro. Il ringraziamento per questa importante conquista terapeutica va anche alla ricerca italiana e alle nostre autorità regolatorie che hanno consentito la disponibilità di imatinib sul mercato italiano in tempi rapidi e tra i primi Paesi in Europa”.

Ma le potenzialità di imatinib vanno oltre: nel trattamento dei GIST, tumori rari dello stroma gastrointestinale, i risultati sono stati così importanti che la documentazione per la registrazione in questa indicazione è già stata depositata recentemente all’FDA e all’EMEA.

Il presente comunicato stampa contiene alcune indicazioni che potrebbero non corrispondere ai futuri risultati. Nel caso in cui uno o più di tali rischi e incertezze si concretizzino, oppure nel caso in cui le assunzioni che hanno determinato le anticipazioni dovessero risultare errate, i risultati effettivi potrebbero essere diversi da quelli descritti in questa sede come anticipati, creduti, stimati o attesi.


*Leader mondiale nell’area della Salute, Novartis opera nei settori dei farmaci etici, dei prodotti farmaceutici per automedicazione e nutrizionali, dei farmaci generici, dei prodotti per la cura dell’occhio e delle specialità veterinarie. Nel 2000, il fatturato del Gruppo è stato di 29,1 miliardi di franchi svizzeri (circa 19 miliardi di euro) e l’utile netto di 6,5 miliardi frS (4,3 miliardi euro). La società investe annualmente in Ricerca & Sviluppo circa 4 miliardi di franchi svizzeri (2,6 miliardi di euro). Con sede a Basilea, Novartis ha circa 70 000 collaboratori, in più di 140 Paesi.

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