lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
13 Giugno 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. ROY ALTMAN

Nella classe degli analgesici la prima linea di terapia è rappresentata senza dubbio dal paracetamolo per il rapporto efficacia/bassi effetti collaterali. In caso fosse necessario somministrare un analgesico più forte, possono essere presi in considerazione agenti narcotici e non narcotici. Tra gli antinfiammatori, sono spesso preferiti gli inibitori specifici COX2 per i loro bassi effetti collaterali a livello dell’apparato gastrointestinale. I corticosteroidi intrarticolari rappresentano un’ottima soluzione solo per una selezionata classe di pazienti, così come gli ialuronati intrarticolari che possono avere efficaci effetti analgesici in una parte della popolazione. Altre molecole forniscono lentamente i loro benefici e questo dato si trova ripetutamente in letteratura. Fra queste si colloca anche la glucosamina solfato che ha dimostrato, con i risultati di oltre dieci studi clinici, una significativa superiorità nei confronti del placebo e nessuna differenzia sostanziale rispetto agli antinfiammatori nel controllo della sintomatologia. La maggior parte delle informazioni sono relative all’ osteoartrosi al ginocchio. Le reazioni avverse sono molto simili a quelle del placebo, il che conferisce alla glucosamina solfato un rapporto beneficio/rischio molto migliore rispetto agli altri farmaci.
L’analisi dei risultati dei più recenti studi indica anche un nuovo, importante dato: glucosamina solfato si è dimostrata in grado di esercitare un’azione di modifica favorevole sulle strutture articolari compromesse durante la malattia artrosica. Per questa sua capacità, dunque, glucosamina solfato dovrebbe essere considerata un farmaco da somministrare precocemente nella scala dei trattamenti dell’osteoartrosi.
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