giovedì, 25 febbraio 2021
Medinews
13 Giugno 2001

COS’E’ L’ARTROSI

Il dolore è dovuto al processo di distruzione cartilaginea che provoca l’infiammazione dei tessuti circostanti l’articolazione colpita. Purtroppo però non sempre il dolore si manifesta all’inizio del processo artrosico: anzi in molti casi la malattia procede in modo silente, avvertendo la persona della sua presenza quando è già a uno stadio avanzato.
L’infiammazione è principalmente causata dal fatto che la degenerazione cartilaginea può irritare ed infiammare i tessuti circostanti, quali ad esempio la membrana sinoviale che riveste la cavità articolare. Questo è spesso causa di contratture muscolari, che insieme alla rigidità delle articolazioni, contribuiscono a rendere i movimenti ancora più difficoltosi.
La rigidità articolare si manifesta soprattutto alla ripresa dell’attività articolare dopo un periodo di riposo.
La limitazione funzionale all’inizio della malattia è data dal fatto che la persona vuole risparmiarsi il dolore e quindi evita i movimenti che glielo procurerebbero. Soltanto nelle fasi più avanzate della malattia le limitazioni sono causate da una vera e propria impossibilità a muoversi.
Le zone più colpite dall’artrosi sono le ginocchia, le anche, le vertebre cervicali e la colonna dorsale.
L’artrosi del ginocchio (gonartrosi) è una delle forme più diffuse e limitanti: le persone affette da questa malattia incontrano grandi difficoltà a camminare, ad alzarsi dalla poltrona, fare le scale. A lungo andare la persona acquisisce l’abitudine di camminare facendo piccoli passi e strascicando i piedi, in modo da ridurre il piegamento del ginocchio. L’artrosi del ginocchio colpisce preferibilmente le donne, soprattutto se obese. Inizi di artrosi sono stati rinvenuti nel 35% delle ginocchia di donne trentenni.
L’artrosi dell’anca (coxartrosi) viene diagnostica in genere dopo i cinquanta anni, ma se è conseguente a traumi o lesioni può fare la sua comparsa anche molto prima. Il dolore può essere localizzato in diverse parti del corpo: nella faccia laterale della coscia; nella parte anteriore della coscia, dall’inguine fino al ginocchio; nell’inguine; nella parte interna della coscia; nei glutei. Con il passare del tempo questa malattia impedisce un numero sempre crescente di movimenti: infilarsi le calze e le scarpe, tagliarsi le unghie dei piedi, allargare le gambe, fare le scale, camminare su terreni sconnessi, posizionare il piede nella posizione voluta.
L’artrosi cervicale è una delle forme di artrosi più diffusa e più diagnosticata, anche se molto spesso, contrariamente a quanto si crede, questa malattia rimane silente.
In molti casi infatti la persona che soffre di artrosi al collo avverte soltanto qualche doloretto muovendo la testa, oppure ogni tanto è soggetta a un po’ di mal di testa: questi sintomi possono essere ritenuti del tutto normali e non allarmanti e così la persona continua indisturbata la sua attività, senza sapere che la sua cervicale è minacciata dall’avanzare dell’artrosi. In altri il dolore è invece subito molto forte limitando drammaticamente le attività funzionali: il malato non riesce a muovere la testa o a piegare il collo. Addirittura capita che le fitte dolorose si irradino fino alla spalla, al braccio, alla mano, alle dita e al torace.
A lungo andare la presenza dell’artrosi alla cervicale può provocare problemi di deglutizione, oppure concretizzarsi in malattie più complesse come, per esempio, la sindrome di Barré-Lieou, che si manifesta con mal di testa, vertigini, ronzii auricolari e disturbi della visione.
La lombartrosi, da non confondersi con la lombalgia che generalmente passa nell’arco di qualche giorno o al massimo di qualche settimana, è caratterizzata da un esordio graduale: giorno dopo giorno, il dolore diventa sempre più intenso. Inoltre le fitte dolorose tipiche dell’artrosi aumentano con l’esercizio fisico, o semplicemente quando si sta a lungo in una posizione eretta, mentre diminuiscono con il riposo.

Anche gli arti superiori sono colpiti da artrosi: le mani sono una delle zone “predilette” dall’artrosi. Nei casi più avanzati può capitare che le ultime falangi, quelle più esterne, si pieghino e le dita assumono al caratteristica forma a “martello”. Questo tipo di artrosi colpisce spesso le persone che per anni hanno praticato attività manuali: artigiani, manovali, chi lavora molto al computer. Quando la malattia colpisce il pollice, allora diventa molto difficile svolgere qualsiasi azione, perché la mano non ha più presa. Capita così che le persone colpite da questa malattia non riescano più ad afferrare gli oggetti e a svolgere le mansioni di tutti i giorni: pettinarsi, radersi, vestirsi e così via.
Il polso, rispetto alla mano, è inspiegabilmente molto meno colpito. Le forme possono essere sia primitive, cioè senza una causa apparente, oppure secondarie, cioè derivanti da fattori esterni. Le forme secondarie sono di solito causate da traumi, da atteggiamenti sbagliati, da sovraccarico di lavoro. Questa forma colpisce preferibilmente i pianisti e chi scrive molto al computer, insomma le persone che tutti i giorni “sfruttano” questa articolazione. Si manifesta dapprima attraverso una crescente rigidità del polso, accompagnata da dolori. Anche l’artrosi del gomito è piuttosto rara e quasi sempre è di origine secondaria, cioè causata da traumi e lesioni. Colpisce prevalentemente gli uomini che per anni hanno lavorato utilizzando martelli pneumatici, seghe a motore e perforatrici. In questi casi il dolore può essere anche molto intenso e con il passare degli anni può risultare difficile stendere completamente il braccio.
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