Medinews
28 Novembre 2001

SANITA’ E SISTEMA NON PROFIT

Direttore del settimanale Vita

Le ONP che assumono un ruolo significativo all’interno dei nostri sistemi sanitari, ai quali si impone la ricerca di modalità di controllo e di soddisfazione della domanda, che, lungi dal poter inseguire modelli “efficientisti”, siano fondati sulla valorizzazione della relazione di cura stessa. Basti pensare al ruolo fondamentale svolto dalle associazioni all’interno dei reparti ospedalieri, al vero e proprio lavoro che queste svolgono prima di tutto in termini di contributo umano, di risposta a una forte esigenza di attenzione e di relazione, ma anche di sostegno concreto al paziente e alla sua famiglia.
Le ONP hanno assunto un ruolo che deve essere mantenuto con consapevolezza, professionalità, e con la capacità di farsi portatrici di risorse in termini finanziari, umani e strumentali, risorse di cui il sistema nel suo complesso è sempre più scarso.
All’interno di questo panorama mi sembra opportuno portare l’attenzione su alcuni aspetti peculiari della raccolta fondi in ambito socio-sanitario: il primo riguarda in generale il concetto di responsabilità sociale dei privati nei confronti dei bisogni della collettività, che diventa ancora più pregnante nel caso di bisogni di salute e di cura: la collettività si è sempre storicamente assunta i rischi ad essi correlati attraverso forme di assicurazione collettiva, sia di tipo mutualistico che statale, il Fund Raising può offrire ulteriori strade per rispondere concretamente a questi bisogni.
Il secondo punto, strettamente correlato, riguarda le imprese, che possono trovare in operazioni di marketing legato alla causa, in progetti che perseguono obiettivi di carattere socio-sanitario, l’occasione per incidere in maniera socialmente responsabile all’interno del proprio contesto di riferimento e nei confronti dei propri consumatori, che sono anche gli stessi utenti dei servizi di assistenza socio-sanitaria. In quest’ambito una trattazione particolare meriterebbe il caso delle aziende farmaceutiche, che potrebbero essere coinvolte in maniera etica e trasparente in operazioni di Fund Raising, acquistando nuova credibilità verso strutture sanitarie e consumatori, in nome di un interesse veramente sociale.
Il terzo punto riguarda il people raising, il reclutamento delle risorse umane, di volontari, che diviene un fattore di supporto alla cura sempre più determinante, a fronte della carenza di personale che lamenta il sistema, e della carenza di tempo che impedisce molto spesso ai familiari di dedicarsi al paziente.
Queste sono solo alcune delle tappe di un percorso che farà assumere al Fund Raising un ruolo sempre più rilevante in ambito socio-sanitario, un ruolo che, è importante sottolinearlo, questo strumento dovrà guadagnare con risultati tangibili, prima di tutto da parte dei pazienti, e con trasparenza e salvaguardia di un impegno etico nei confronti dell’intera collettività.

I CAMBIAMENTI DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE

Il sistema sanitario nazionale è uno dei fondamenti dei nostri sistemi di welfare, ma così come il welfare ha attraversato negli ultimi anni una crisi in termini di sostenibilità economica e di legittimazione politica, allo stesso modo il modello del sistema sanitario nazionale è stato sottoposto a una serie di ripensamenti e di tentativi di riforma lungo due direzioni fondamentali: l’aumento incontrollato della spesa sanitaria da un lato, la ricerca della soddisfazione di una domanda sempre più esigente in termini di qualità dell’azione di cura dall’altro. Il nostro sistema sanitario, pur essendo relativamente giovane, è già stato attraversato da un processo di riforma che si è compiuto negli ultimi dieci anni, concludendosi con la Riforma Bindi. Le parole chiave di questo processo sono state Regionalizzazione, intesa come assunzione di una piena responsabilità finanziaria da parte delle Regioni; Aziendalizzazione, intesa come processo di autonomia organizzativa, amministrativa e gestionale dell’Unità Sanitaria Locale e delle grandi strutture sanitarie come i Policlinici Ospedalieri; Pianificazione, intesa come definizione statale dei livelli essenziali di assistenza; Integrazione Socio-Assistenziale sul Territorio; Partecipazione dei Soggetti di Privato Sociale al raggiungimento degli obiettivi di salute della popolazione. La riforma del servizio sanitario pone dunque lo Stato come pianificatore e demanda all’autonomia: gli Enti Locali, le Aziende Sanitarie, i cittadini, liberi di scegliere tra una serie di erogatori, pubblici e privati, accreditati dal Sistema Sanitario Nazionale, le Organizzazioni Non Profit, come interlocutori privilegiati delle istituzioni pubbliche nella realizzazione dei doveri costituzionali di solidarietà dando attuazione al pluralismo etico-culturale dei servizi alla persona (art.1 comma 16), anche attraverso la realizzazione di sperimentazioni gestionali tra pubblico e privato.

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