giovedì, 11 agosto 2022
Medinews
28 Novembre 2001

“IMPRESE E VOLONTARIATO: UN PARTENARIATO VIRTUOSO”

L’impresa individua i possibili spazi di collaborazione con il “terzo settore e il non profit” che dovrebbero porsi in un atteggiamento attivo, evitando l’assistenzialismo e strutturando un futuro di assistenza e di salute, di equilibrio sociale ove la cultura si integra con entertainment, la tutela dei diritti dei cittadini con la trasparenza dell’offerta pubblica e privata e così via.
Si deve sviluppare il management dell’impegno sociale delle imprese e delle aziende di servizi di utilità pubblica, capace di coniugare obiettivi solidali con finalità di profitto e di equilibrio economico finanziario delle combinazioni aziendali.
A questo proposito è utile distinguere il marketing legato alla causa e la filantropia aziendale.
Per “marketing legato alla causa” si intendono tutti i rapporti che legano la “vis vitalis” dell’impresa (valori, immagine e sinergia di marketing) con quella di una organizzazione non profit. La causa è rappresentata dalla finalità dell’organizzazione non profit, cioè dal fabbisogno sociale che l’attività permette di soddisfare, parzialmente o totalmente. In questa tensione verso valori positivi (l’aiuto agli altri, la sensibilità verso problematiche sociali) l’impresa cerca di identificarsi, e dovrebbe svolgere il ruolo di “moltiplicatore di risultato sociale”. Inoltre, l’impresa scopre elementi di nuova concorrenzialità, tra i quali appunto l’attenzione dei consumatori per quella che definiamo la “responsabilità sociale” del mondo profit.
La filantropia aziendale è, invece, parte del “marketing legato alla causa” ed è specificità della cultura d’impresa che comprende quanto la “solidarietà” è condizione indispensabile per essere protagonista del sistema economico e sociale.
Si può parlare di una “sussidiarietà orizzontale privata” ove la filiera sussidiaria composta dalle imprese e dalle aziende private non profit sviluppa integrazione funzionale. Si ottengono risultati di sistema che rendono il “sistema Italia” più competitivo. La “sussidiarietà orizzontale privata” fra imprese farmaceutiche e non profit si finalizza a obiettivi di ricerca scientifica, di partenariato per l’efficace funzionalità dei servizi sanitari e di assistenza, di innovazione sanitaria (nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione) e di ricerca delle soluzioni “aziendali” che incrementano il valore dell’offerta sanitaria e di assistenza del sistema sanitario.
Quindi, l’impresa farmaceutica affida o gestisce funzioni, attività e servizi in partnership con aziende private non profit. Esse integrano vicendevolmente gli assetti di governance che sono il presupposto della loro esistenza come imprese profit e aziende non profit. In questa ottica si attivano scelte di government della non profit sussidiata, supportate da un marketing operativo adeguato al marketing strategico dell’impresa farmaceutica che svolge il ruolo di sussidiante. In sintesi, una “sussidiarietà sanitaria” in cui l’impresa farmaceutica si assume la responsabilità sociale di organizzare una filiera “a dinamismo aziendale reciproco” e integrata con la non profit per raggiungere risultati di “welfare community”.
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