sabato, 28 novembre 2020
Medinews
11 Dicembre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. PIER FRANCO CONTE

Oggi la probabilità di una donna che sviluppa tumore mammario di essere viva e in buona salute a cinque anni dalla diagnosi si avvicina al 90%. Il che significa che questa neoplasia è diventata una malattia ben più guaribile di altre malattie non oncologiche che la gente considera erroneamente meno preoccupanti ma che di fatto non presentano queste probabilità di sopravvivenza a cinque anni.
La diagnosi di tumore non è dunque inevitabilmente una diagnosi infausta: per molti tumori la cura esiste e per altri la possibilità di cura è addirittura superiore a quella presente per malattie non oncologiche.
Entrando nello specifico dello studio in questione, direi che è estremamente importante. E lo è per due motivi. Prima di tutto perché dimostra come il letrozolo, che è un trattamento poco tossico ed estremamente facile da assumere (una compressa al giorno), è in grado di ridurre in modo superiore al tamoxifene la probabilità di morire per tumore della mammella metastatico. In secondo luogo perché al guadagno di sopravvivenza, che rimane comunque l’obiettivo più importante per una malattia potenzialmente letale, ha dimostrato di avere una maggiore capacità di mantenere nel tempo le condizioni cliniche generali, consentendo alla donna di svolgere autonomamente più a lungo le attività normali della vita quotidiana.
TORNA INDIETRO