venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
11 Dicembre 2001

SCREENING E IDENTIFICAZIONE DEL TUMORE

La diagnosi
I modi principali per diagnosticare la malattia sono l’autoesame del seno e la visita senologica – con i quali si valutano i cambiamenti del colore della pelle, o della consistenza dei tessuti e modificazioni non usuali – e la mammografia. Questo esame può individuare precocemente il cancro, quando cioè il tumore è troppo piccolo per essere identificato con l’autopalpazione. Gli studi clinici hanno evidenziato che lo screening del seno tramite la mammografia nelle donne con età superiore ai 50 anni riduce la mortalità per cancro al seno del 20-40%.
La sopravvivenza dopo la diagnosi e il trattamento è direttamente correlata legata allo stadio della malattia e al momento della diagnosi: il 70-80% delle diagnosi di cancro durante lo screening potrebbe avere una buona prognosi.
Ad un primo screening, più del 20% dei cancri potrebbe essere in situ, un ulteriore 20/25% è probabilmente rappresentato da lesioni invasive, e un altro 25% potrebbe essere rappresentata da tumori tra 1 e 2 cm.
L’esame citologico da ago aspirato è in grado di differenziare le lesioni benigne da quelle maligne nel 95% dei casi. Viene eseguito, in genere, se c’è un nodulo relativamente grande, ben separabile con la palpazione dal resto della mammella. È indolore e si esegue senza anestesia. Quando non ci sono lesioni palpabili raramente si fa uso della ecografia nello screening, che comunque rimane un valido strumento per differenziare cisti e lesioni solide.
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