domenica, 3 maggio 2026
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11 Dicembre 2001

IL RUOLO DELLA TERAPIA ORMONALE O ENDOCRINA

Tamoxifene è raccomandato nel trattamento adiuvante (a seguito della rimozione chirurgica del tumore primario), nella terapia di “prima-linea” per il tumore al seno in stadio avanzato, e nella riduzione della massa neoplastica precedentemente all’intervento chirurgico.
In considerazione della dipendenza del tumore al seno dagli estrogeni, la ricerca ha dato come risultato l’identificazione di nuove classi di farmaci, la più promettente delle quali è rappresentata dagli inibitori dell’aromatasi tra cui letrozolo.

Le nuove prospettive: gli inibitori dell’aromatasi
Gli estrogeni rappresentano il più importante stimolo cancerogeno endogeno per il tumore al seno. Questi, nella fase pre-menopausale, vengono prodotti prevalentemente dalle ovaie. Quando la donna entra in menopausa, le ovaie perdono la loro capacità funzionale, ma gli estrogeni continuano a essere presenti, seppur in minima quantità. Vengono prodotti infatti a partire dagli androgeni di origine surrenalica che successivamente vengono trasformati in estrogeni principalmente nel fegato, nel muscolo e nel tessuto adiposo. La loro trasformazione è dipendente dalla massa grassa della donna: tanto maggiore è la presenza di tessuto adiposo, tanto più questi ormoni vengono trasformati. Si tratta di livelli minimi, ma tali da stimolare/alimentare le cellule neoplastiche. E’ a questo livello che entrano in gioco gli inibitori dell’aromatasi: si è scoperto infatti che queste molecole bloccano la trasformazione degli androgeni in estrogeni, bloccando la crescita delle cellule tumorali.
Dagli studi recentemente effettuati risulta che letrozolo offre significativi vantaggi nella terapia anti tumorale rispetto a tamoxifene nelle donne in postmenopausa, sia come trattamento “di prima linea” del tumore al seno in fase avanzata sia come terapia pre-operativa per il cancro localizzato. Letrozolo aveva già dimostrato una maggior efficacia come trattamento “di seconda-linea” per il tumore al seno in fase avanzata, in confronto a megestrolo acetato e aminoglutetimide.
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