lunedì, 4 maggio 2026
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3 Settembre 2001

SPAGNA, UNA MEDAGLIA D’ORO CHE FA SOGNARE IL NOSTRO PAESE

Parla il prof. Matesanz, coordinatore del Centro trapianti iberico

Davvero, prof. Matesanz; davvero è convinto che il suo modello è esportabile e vincente? “Certamente, l’importante è creare una struttura che organizza un’attività dedicata e capillare di sensibilizzazione nei confronti di tutta la popolazione. E la figura chiave è quella del coordinatore locale dei trapianti: quotidianamente a contatto coi cittadini, segue, osserva e cerca di capire. Cerca di capire lo strazio dei parenti per la perdita di un caro. Cerca di capire il dolore immenso, crudele che ti coglie quando la morte ti assale. E cerca di far capire che donare un organo è importante, è un gesto di vita. Perché chi dona un organo una vita la salva davvero. E allora la morte di un tuo caro non sarà così priva di significato, ma avrà permesso a qualcun altro di iniziare un ciclo nuovo, di realizzare una speranza magari attesa da anni. Ecco, questi sono i compiti del coordinatore: dieci anni fa erano 25, oggi sono circa 200, in quasi tutti gli ospedali spagnoli”. Un successo, battezzato col nome di ‘modello spagnolo’ e imitato in molti Paesi.
“Ma anche in Italia, vi siete indirizzati nella strada giusta – continua il medico spagnolo -il vostro è uno dei paesi in cui la donazione di organi è cresciuta di più negli anni ’90. La media quest’anno è di 17 donatori per milione, la terza europea, contro i 5/6 dell’inizio del decennio scorso. Certo, non mancano i problemi, in primo luogo il divario tra il nord, in cui i donatori sono 26 per milione di abitanti, e il sud, dove il tasso è davvero basso”. Come colmare questa lacuna, prof. Matesanz? “Operare come abbiamo fatto noi. Non a caso, una delle priorità del programma del dott. Alessandro Nanni Costa, il vostro responsabile nazionale, è lavorare alla formazione di coordinatori per il centro e il sud Italia. I primi risultati di questa attività si sono già visti: nell’ultimo anno nel meridione si è assistito a un incremento di 4/5 donatori per milione di abitanti. “Bisognerà aspettare qualche anno – conclude lo spagnolo – ma sono certo che in 3, 4 anni voi avrete un tasso di donatori superiore ai 22, 25 per milione di abitanti. Molto simile a quello spagnolo”.
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