sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
14 Settembre 2001

GLI ANTICORPI ANTI-INTERFERONE NELLA TERAPIA DELLA SM

Esistono due “tipi” di anticorpi anti-IFN, gli anticorpi “binding” (BAb, dall’inglese “binding antibody”) e gli anticorpi “neutralizzanti” (NAb, neutralizing antibodies). I BAb non impedendo il legame con il recettore cellulare non modificherebbero l’attività biologica della molecola. I NAb, invece, bloccano il legame con il recettore cellulare; in tal senso “neutralizzano” l’azione dell’IFN.
Studi recenti hanno confermato la comparsa di anticorpi anti-interferone beta – NAb in una percentuale di pazienti variabile fra il 2 % (dei pazienti trattati con IFN beta-1a intramuscolare monosettimanale ) ed
il 40% (dei pazienti trattati con IFN beta-1b sottocute a gorni alterni).
Questa comparsa di anti-IFNβ antagonizza l’azione immunomodulatoria del farmaco. Si è perciò cercato di trovare la ragione per cui l’IFN beta sia causa di una risposta anticorpale.
In uno studio appena pubblicato (Perini et al., 2001) è stato possibile studiare l’immunogenicità dei due tipi di interferone beta: l’IFNβ1b è stato somministrato una volta alla settimana per via intramuscolare (invece che sottocute a giorni alterni) e si è osservato che tale tipo di IFNβ mantiene un discreto grado di immunogenicità; ciò dimostra che non solo la via di somministrazione ma anche la struttura della molecola gioca un ruolo importante nell’attribuire immunogenicità all’IFNβ. In sintesi, dall’insieme dei dati della letteratura emerge in modo inequivocabile che la terapia con somministrazioni monosettimanali intramuscolari di IFNβ1a è in assoluto la meno immunogena.
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