mercoledì, 2 dicembre 2020
Medinews
4 Dicembre 2001

TUMORE DEL POLMONE

Soltanto 9 su 100 sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. Il rapporto donne/uomini è di circa 1:6, mentre l’età media degli ammalati è di 65 anni, nella maggioranza dei casi fumatori. Il carcinoma polmonare è da sempre la neoplasia più diffusa nella popolazione maschile di età superiore ai 40 anni.
Dal 1987, inoltre, questo tipo di tumore è diventato nel mondo la prima causa di morte per cancro anche nelle donne. E’ ormai dimostrato che il fumo è all’origine di quasi tutti i casi di carcinoma polmonare. Un uomo che fuma ha 23 volte più probabilità di ammalarsi di cancro al polmone di uno che non fuma, per le donne il pericolo è invece 13 volte maggiore. Se un tabagista smette di fumare, il rischio di sviluppare la malattia si riduce sensibilmente e dopo una quindicina d’anni le possibilità che si ammali sono identiche a quelle di una persona che non ha mai fumato. L’abolizione del fumo di sigarette consentirebbe inoltre l’eliminazione dell’80% dei tumori al polmone.
Gli altri fattori di rischio, per cui è nota l’associazione ma non la causalità, sono:

Sesso
Nel nostro Paese, così come in molte aree del mondo sviluppato, la preponderante incidenza della neoplasia nel sesso maschile (5 a 1, negli ultimi decenni) si è progressivamente ridotta fino all’attuale rapporto di 2,5 a 1. Ciò è chiara conseguenza del diffondersi nel sesso femminile dell’abitudine al fumo. La maggiore frequenza di carcinoma polmonare negli uomini non è infatti spiegata da una relazione di causa-effetto, ma piuttosto dalla presenza di un importante fattore confondente (il fumo di tabacco).

Età
Nelle aree geografiche dove l’incidenza del carcinoma polmonare è elevata, l’età rappresenta uno dei principali fattori di rischio. Passando dalla fascia d’età di 35 a quella di 75 anni, l’incidenza cresce di 20 volte per le donne e di 100 volte per gli uomini.

Popolazioni ed etnie
I tassi standardizzati di incidenza più elevati in assoluto sono quelli di alcune popolazioni indigene della Nuova Zelanda (119 casi per 100.000 all’anno negli uomini e 62 nelle donne), dei neri americani della zona della Baia di San Francisco (USA) (107 e 36, rispettivamente, negli uomini e nelle donne), degli abitanti della parte occidentale della Scozia (97 e 34), e degli uomini del Belgio (92). I tassi di incidenza più bassi si osservano in India (8,5 negli uomini e 1,4 nelle donne) e nelle popolazioni africane (1,0 negli uomini del Gambia). La tabella seguente fornisce un’idea grossolana dell’incidenza del carcinoma polmonare negli uomini in varie popolazioni del mondo.

Nell’ambito della Unione Europea, i tassi di incidenza più bassi si osservano in Portogallo, Spagna e Francia. I tassi più elevati negli uomini si osservano in Belgio, Olanda, Regno Unito e Lussemburgo. La tendenza attuale, per la maggior parte degli stati membri dell’Unione, è di un aumento di incidenza del 10-15% ogni 5 anni negli uomini (fanno eccezione Olanda, Lussemburgo e Danimarca e nel Regno Unito, dove il tasso si sta stabilizzando o addirittura sta diminuendo). Nelle donne l’aumento è ancora più consistente (15-30%), eccetto che in Francia, Grecia e Spagna, dove tale l’aumento, pur presente, è più basso.

Inquinamento atmosferico
Benché ipotizzato, il ruolo dell’inquinamento atmosferico come fattore di rischio in sé, indipendentemente dal tipo e dalla concentrazione dei cancerogeni presenti, non è mai stato dimostrato in modo inequivocabile in studi controllati specifici. L’esposizione a certe sostanze chimiche e minerali quali amianto, uranio, cromo e nichel è stata correlata all’insorgenza di carcinoma polmonare, ma si tratta di casi estremamente rari.

Alcune malattie immuni e collagenopatie
Pazienti con sarcoidosi, fibrosi polmonare idiopatica e sclerodermia presentano un’incidenza di carcinoma polmonare triplicata rispetto alla popolazione generale.
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