Medinews
4 Dicembre 2001

L’IMPEGNO E LA STORIA DELL’INTERNATIONAL CANCER CENTER (ICC) DI ROVIGO

L’Azienda ULSS 18 di Rovigo per contrastare la seconda causa di morte nel Paese, per concretizzare, gli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 e seguire la linea di indirizzo del Ministero della Salute, che mira ad implementare la ricerca biomedica contro il cancro, nel 1998, ha deciso la realizzazione di un Centro Oncologico di Ricerca e Cura di riferimento nazionale ed internazionale.
Tale progetto è stato elaborato sulla scorta di un’iniziale ma scrupoloso “studio di fattibilità” che ha preso in considerazione diversi aspetti quali:
§ le relazioni sullo stato sanitario del Paese (anno 1996, 1999 e 2000) riguardo la mortalità specifica per tumore;
§ la realtà epidemiologica del Paese, della Regione Veneto e della popolazione residente nel territorio dell’Azienda ULSS 18;
§ l’analisi della domanda e della offerta assistenziale in ambito oncologico della popolazione;
§ la situazione attuale degli IRCCS Oncologici;
§ una attività di benchmarking con alcuni di essi;
§ la disponibilità da parte dell’Azienda ULSS 18 di offrire una idonea struttura a poter ospitare l’Istituto Oncologico;
§ la possibilità di instaurare convenzioni con le Università.
Successivamente è seguita l’analisi del carico assistenziale dell’Azienda ULSS 18, per tutte le prestazioni sanitarie offerte in campo oncologico, per gli anni 1999 e 2000. Questo approccio ha permesso di osservare la “domanda assistenziale” differenziandola in base alle caratteristiche degli utenti e alle variabili socio-sanitarie segnalate e, nel contempo, tracciare un profilo clinico epidemiologico dell’“offerta assistenziale” della Azienda Sanitaria 18.
Tutti i dati sono stati raccolti nell’Annuario 2000 di attività e ricerca.

Attività clinica e scientifica del Centro Oncologico Internazionale:
l’Annuario del Duemila

Dall’elaborazione accurata dei dati emerge la capacità d’attrazione dell’Istituto oncologico di Rovigo: nel 2000 sono stati seguite più di 7.000 neoplasie. Il 32% è riferito a pazienti assistiti per tumori provenienti da altre realtà del Veneto e dell’Italia.
Le dimissioni da ricoveri ospedalieri con diagnosi neoplastiche svolte dall’Istituto Oncologico di Rovigo I.C.C nel 2000 sono state 6.902.
Il 32% di queste sono state rivolte ad assistiti di altre Aziende sanitarie e in particolare il 7% a pazienti di altra regione. Rispetto al 1999 la quota di ricoveri sul totale, per pazienti di altra Ulss si è incrementata del 2%, a testimonianza di un sempre maggiore crescita della struttura. Le neoplasie maggiormente trattate sono state quelle degli apparati genito–urinari, seguite da quelle per cute e mammella e dell’apparato digerente e peritoneo. Le neoplasie su uomini sono state 4265, mentre quelle su donne sono state 2830.
La fascia di età maggiormente trattata è stata quella tra i 65 e i 75 anni, con 2554 casi di cui 1625 maschi e 929 femmine.
Gli esami di Anatomia patologica sono stati circa 33.000 ed altrettanti sono stati gli esami di laboratori per marcatori tumorali. Le prestazioni di radioterapia sono state circa 30.000. Altri dati più analitici possono essere analizzati sull’Annuario delle attività dell’ I.C.C.

Nel 2000 è stato così ufficialmente istituito l’International Cancer Center per garantire una risposta altamente qualificata ai bisogni espressi dalla popolazione del nord e centro Italia (bacino di utenza stimato in circa sei/otto milioni di persone). Inizialmente la migliore soluzione organizzativa e gestionale prevede l’erogazione dei servizi sanitari direttamente dall’Azienda ULSS 18, che contribuisce all’avvio dell’attività oncologica dell’Istituto attraverso l’attivazione istituzionalmente svolta dai reparti di degenza e dai servizi, sia di base che specialistici, già presenti all’interno dell’Ospedale di Rovigo, organizzati in forma dipartimentale. Ciò consente di ottenere una sinergica utilizzazione di spazi, strutture, attrezzature tecnologiche, conoscenze e competenze professionali già presenti e costituire, fin da subito, specifici percorsi integrati di assistenza sanitaria per il paziente oncologico. Successivamente vi sarà il trasferimento di alcune di queste competenze dall’Azienda all’Istituto, con la collaborazione tecnica siglata in appositi protocolli d’intesa rispetto alla fornitura di servizi a condizioni vantaggiose per entrambe le strutture, per poi acquisire definitivamente propria autonomia organizzativa, gestionale, operativa e scientifica.
Per l’esercizio delle funzioni non sanitarie, il Centro potrà avvalersi nella fase di realizzazione e attivazione di collaborazioni e sinergie tra pubblico e privato. Al tal fine è stato redatto un Business Plan validato dalla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università degli Studi Bocconi di Milano che analizza l’assetto giuridico-economico del Centro.
Lo studio di fattibilità comprende un progetto preliminare per l’analisi della futura ubicazione del Centro, ovvero un ex Ospedale Psichiatrico del ‘900 chiuso in ottemperanza a quanto disposto dalla normativa italiana.Ha una tipica configurazione concentrica a padiglioni, immersi in un parco secolare, che fornisce la possibilità di separare le unità funzionali in aree omogenee e di collegarle tra loro, stante la notevole disponibilità di spazi esterni. La collocazione territoriale decentrata (circa 8 Km dal centro storico di Rovigo) e strategica dell’immobile permette una buona facilità d’accesso rispetto alle principali arterie di traffico autostradale, ferroviario e aereo e inoltre garantisce un ambiente adeguatamente protetto alle attività di degenza e di ricerca. In breve le caratteristiche della soluzione scelta sono:

§ 227 posti letto di degenza iniziali, servizi clinici e diagnostici in uno spazio di 9000 mq;
§ 10.000 mq distribuiti per 60 ambulatori, 7 sale operatorie, 3 sale di interventistica, 8 sale di Terapia Intensiva, Radiologia, Radioterapia (due acceleratori lineari), Medicina Nucleare (due gamma camere), laboratori di analisi, Anatomia Patologica e Centrale di Sterilizzazione;
§ 10.000 mq di area destinata alla ricerca con 20 laboratori scientifici, biblioteche, sale per video conferenze e congressi;
§ zona residenziale con mini appartamenti e stanze per i familiari dei degenti, ricercatori e personale in formazione.

A sostegno della realizzazione di quest’importante progetto di sanità pubblica sono state intraprese una serie d’iniziative quali:
§ La costituzione della Fondazione “Rose della Salute per la lotta contro il cancro” (ONLUS), attivata per realizzare una continua opera di sensibilizzazione, nonché per raccogliere ulteriori fondi da parte di Enti, Istituti, Società, Aziende, privati cittadini con lo scopo di promuovere la ricerca scientifica nel campo della cura e dello studio dei tumori e infine facilitare l’instaurarsi di rapporti di collaborazione con le più importanti personalità scientifiche nazionali ed internazionali;
§ L’istituzione del “Forum delle Associazioni di volontariato e di singole persone – Movimento di opinione a sostegno dell’International Cancer Center-”. E’ costituito da 67 Associazioni, aventi completa autonomia amministrativa e organizzativa, ma con l’obbligo di attenersi agli scopi ed obiettivi stabiliti dal suo regolamento. Lo scopo principale del Forum è di favorire la cultura della prevenzione, di accrescere la consapevolezza generale della malattia e di promuovere la ricerca contro il cancro, trovare consensi, fornire informazioni (anche scientifiche), accrescere le Associazioni, concorrere alla completa realizzazione del Centro Oncologico e infine procedere con attività atte a catalizzare la disponibilità di sponsor, finanziamenti, contributi, donazioni da devolvere alla Fondazione Rose della Salute per la lotta contro il cancro.
§ La predisposizione di un protocollo d’intesa sottoscritto da alcune Aziende limitrofe a Rovigo ed esteso ad altre sia Nazionali sia Internazionali con il quale s’impegnano ad affermare la totale condivisione del progetto, suggellando l’impegno a favorire e a sostenere l’intero percorso realizzativo;
§ L’elaborazione di circa venti progetti formativi comprensivi di alcuni dottorati di ricerca tesi ad affinare le varie competenze professionali e a raggiungere l’eccellenza nella qualità dei servizi offerti in ambito oncologico, rimanendo tra l’altro coerente con il Piano Sanitario Nazionale che si esprime sui temi della formazione indicandola come “strumento di ottimizzazione delle risorse umane e di cambiamento organizzativo”;
§ L’attività scientifica con la presentazione di circa 150 progetti di ricerca corrente e alcuni di Ricerca finalizzata indispensabili ai fini dei risultati scientifici e della trasferibilità della ricerca, ma anche ai fini di future pubblicazioni scientifiche, che potranno incrementare l’attuale Impact Factor dei Ricercatori;
§ L’attivazione di un Laboratorio di biologia Molecolare, dotato di strumentazione d’alta tecnologia innovativa e d’Eccellenza, fondamentale per ottimizzare i progetti e i percorsi scientifici che si potranno tradurre in specifiche applicazioni cliniche;
§ Il progetto per la realizzazione di un Hospice che possa fornire una forma di assistenza particolare di tipo globale ai pazienti che si avvalgono di cure palliative, a coloro, cioè, che hanno una prognosi infausta a breve scadenza, e sono portatori di una complessa sofferenza, definita “dolore totale”;
§ L’attivazione di un corso di “Counseling in psico-oncologia” per Medici, Psicologi, Pedagogisti che mira a far acquisire gli atteggiamenti personali e le competenze indispensabili per realizzare interventi efficaci di counseling psico-oncologico che s’integreranno con il lavoro svolto dall’oncologo;
§ Quest’Istituto consentirà di attivare nuovi percorsi nella medicina diagnostico-terapeutica, nella medicina preventiva e riabilitativa, cercando di definire anche idonee soluzioni alle problematiche socio-sanitarie, puntando in particolar modo alla “Ricerca Scientifica”.
Il principio ispiratore di questo percorso è “L’Efficienza al servizio della solidarietà.
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