sabato, 31 luglio 2021
Medinews
14 Dicembre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. WALTER CANONICA

Ognuno, infatti, può dare un contributo, secondo le proprie competenze, per bloccare su tutti i fronti il dilagare di un problema sanitario che richiede l’azione concertata di specialisti, medici di medicina generale, pazienti e loro familiari, paramedici, educatori, operatori della comunicazione, farmacisti e scienziati. In quest’ottica il progetto ARIA si caratterizza nel nostro paese per un approccio multidisciplinare, con l’obiettivo di colpire più target utilizzando differenti linguaggi e contenuti specifici per penetrare il più capillarmente possibile in tutti gli strati della società. Il progetto, i suoi contenuti, le indicazioni che emergono da queste nuove linee guida internazionali devono essere comunicato secondo una strategia che colpisca il più diffusamente possibile.
In primo luogo vanno diffusi i contenuti scientificamente più aggiornati agli specialisti in pneumologia, i diretti interessati alla terapia dei casi più gravi, che devono essere al corrente dei più recenti approcci – farmacologici e non solo – secondo un programma di educazione e aggiornamento continuo, da poter poter utilizzare anche nella loro attività didattica formativa. Gli specialisti, inoltre, devono trovare un valido collaboratore nel medico di medicina generale, il primo operatore sanitario cui si rivolge il paziente colpito da rinite o da forme di allergia. Queste due figure di ‘tecnici’ devono saper collaborare tra loro per la migliore assistenza del malato nell’opera di prevenzione, di sensibilizzazione e di gestione della patologia. Un’altra figura che, a mio avviso, può essere di grande aiuto in questa opera è il farmacista, a cui andrà affidato materiale divulgativo/informativo sulle malattie allergiche da distribuire ai pazienti sul territorio. E’ infatti necessario individuare modalità specifiche di tipo educazionale per rivolgersi in modo chiaro ai pazienti, alle loro famiglie, agli educatori. Intendiamo in quest’ottica realizzare iniziative dirette ai malati, con una serie di indicazioni pratiche sui comportamenti da tenere e quelli da evitare, ai genitori di bambini con problemi allergici e ai loro insegnanti, tutti coinvolti in una sorta di campagna globale in grado di affrontare il più possibile un fenomeno che sta assumendo sempre più le caratteristiche di una vera e propria malattia sociale. Un altro importante interlocutore che intendiamo coinvolgere nel progetto Aria sono le istituzioni sanitarie italiane, cui ci rivolgeremo con iniziative specifiche affinché anch’esse possano trarre beneficio dall’applicazione del progetto. E’ la prima volta in Italia che si mette in atto un programma di questa portata che coinvolge più soggetti e internazionali. Con l’obiettivo finale di portare vantaggio agli utenti finali: i cittadini. Perché riniti e malattie allergiche nel nostro paese sono ancora oggi patologie sottodiagnosticate e sottostimate e rischiano di essere affrontate solo quando raggiungono livelli gravi, quando minano la qualità di vita dei pazienti e pesano in misura notevole sulla spesa sanitaria.
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