mercoledì, 2 dicembre 2020
Medinews
14 Dicembre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. SERGIO BONINI

Le malattie allergiche possono coinvolgere fattori genetici e ambientali. La loro incidenza è aumentata così rapidamente che per spiegare questa allarmante tendenza dobbiamo guardare ai cambiamenti dell’ambiente, ovvero alle nuove relazioni tra i nostri geni e l’ambiente. La tendenza e vivere in ambienti chiusi, a svolgere attività sedentarie, a consumare cibi sterili e a introdurre troppi acidi grassi sembrano essere i fattori più significativi. È stata, inoltre, documentata una correlazione inversa tra allergie e alcune malattie infettive come tubercolosi, epatite A e morbillo: dal confronto tra figli di braccianti e agricoltori con figli di professionisti e manager, è emerso che l’incidenza della malattia allergica era proporzionale allo status socio-economico dei pazienti. Il miglioramento degli standard igienici, cioè, comporterebbe una minore esposizione a patogeni necessari per la maturazione del sistema immunitario. L’equazione meno infezioni, più allergie è una formula che, anche se semplicistica, rende l’idea. Questa teoria è confermata dalla più bassa incidenza di malattie allergiche che si riscontra in famiglie svedesi con uno stile di vita che favorisce il contatto con la natura.
Le recenti linee guida internazionali per molte malattie tra cui asma, rinite e congiuntivite indicano un regime antinfiammatorio in combinazione con trattamento sintomatico e immunoterapia. L’applicazione a livello locale di queste linee guida e delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità è un obiettivo di massima importanza per gli anni a venire. Perché i pazienti spesso presentano più di una malattia allergica simultaneamente. Un paziente con dermatite atopica, per esempio, spesso sviluppa rinite e quindi asma in un progressivo peggioramento. L’approccio alla malattia orientato all’organo fa si che il malato sia rinviato da uno specialista all’altro e riceva una diversa prescrizione da ognuno di essi. Una ‘madre di tutte le linee guida’ favorisce un approccio clinico unificato e fornisce ai pazienti un programma terapeutico personalizzato. Questa iniziativa è il risultato degli sforzi multidisciplinari necessari per affrontare la sfida delle malattie allergiche, un problema sanitario che richiede l’azione concertata di medici, paramedici, educatori, pazienti, media, scienziati, industria e legislatori. Senza questa unità, difficilmente avremo successo nella lotta contro l’epidemia di allergie che sta dilagando.
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