giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
30 Novembre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. GIOVANNI GASBARRINI

In questo momento è in corso un importante studio volto a valutare le funzioni curative di alcune acque. In particolare abbiamo preso in esame l’acqua “Uliveto” che, essendo caratterizzata da una leggera alcalinità, si è rivelata efficace coadiuvante nella cura dell’ipersecrezione gastrica e di altre patologie più importanti come l’ulcera, la calcolosi e le infezioni dell’intestino.
Questi studi sono avvalorati dal Ministero della Sanità che guarda con particolare attenzione alla terapia idropinica (la cura termale) per due patologie in particolare: la stipsi e la dispepsia, disturbo digestivo di origine gastrica che può avere implicazioni biliari, intestinali e pancreatiche.
I risultati i questi studi, giudicati di altissimo livello da esperti internazionali, e pubblicati su autorevoli riviste, hanno dimostrato un miglioramento del quadro clinico con tendenza alla normalizzazione della stipsi. Con l’uso controllato dell’acqua bicarbonato alcalino calcica, abbiamo riscontrato risultati positivi su tutti i sintomi legati alla stipsi e in particolare abbiamo registrato un effetto clearing di eliminazione, cioè, della flora batterica in eccesso. Altre ricerche sono state condotte con strumentazioni più sofisticate. Mediante l’ecodoppler abbiamo studiato la vascolarizzazione dell’intestino in alcuni pazienti dopo somministrazione protratta di acqua minerale leggermente alcalina abbiamo ripetuto l’esame registrando un netto miglioramento degli indici flussometrici, elementi indispensabili per valutare non solo la funzionalità dell’intestino ma anche la qualità dell’ossigenazione. Con un test specifico, infine, è stato valutato il tempo di transito dalla bocca al cieco. Anche questo esame ha dato risultati positivi: il tempo in pazienti affetti da stipsi si è normalizzato dopo un uso protratto di acqua minerale leggermente alcalina. E tutto ciò ha permesso di ridurre o addirittura eliminare i lassativi che, assunti in dosi massicce o per periodi prolungati, comportano l’insorgere di effetti indesiderati sul colon.
TORNA INDIETRO