sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
18 Dicembre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. FRANCESCO BOVE

La Fondazione che presiedo si è fatta promotrice di numerose campagne di sensibilizzazione sul problema, e denuncia l’incomprensibile disinteresse rispetto all’ iniziativa di chi ha provveduto a varare i così “particolareggiati” dei L.E.A. che dovrebbero assicurare le giuste cure e combattere gli sprechi.
I danni e i costi provocati dall’osteoporosi in termini di dolori, fratture, invalidità, lungodegenza, mortalità sono in continuo aumento nel nostro Paese così come in tutte le società industrializzate, USA in testa, dove si calcola che con l’invecchiamento della popolazione 10.000 miliardi annui siano una cifra insufficiente a coprire i danni della malattia. E il nostro è il Paese più vecchio del mondo, se, secondo le previsioni Istat, nel 2010 due italiani su 10 saranno “over 65”.
Ma oltre ai costi, innanzitutto come medico devo pensare al disagio personale di chi soffre, alle famiglie dei pazienti che ancora hanno la fortuna di avere una famiglia, visto che anche le donne ultrasessantacinquenni saranno in maggioranza a costituire nuclei di una sola persona.
L’AILA ha intrapreso da anni numerose azioni di ricerca sociale, l’ultima indagine realizzata in collaborazione con l’Istituto di statistiche e ricerche di marketing Unicab, in occasione del mese internazionale della prevenzione promosso dalla National Osteoporosis Foundation, rivela che in Italia otto persone su 100 soffrono di osteoporosi, mentre nella fascia di età fra i 65 e i 74 anni il dato sale al 9%, e per chi non fa attività fisica la percentuale giunge addirittura al 16,3%.
L’AILA chiede con decisione che la classe politica si esprima su questo problema, approvi la legge per l’accesso agli esami diagnostici e alle terapie.
L’osteoporosi e’ un tarlo silenzioso: bisogna stanarlo ed eliminarlo prima che sia troppo tardi, perché sconfiggerlo, oggi, si può.
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