Medinews
18 Dicembre 2001

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA PREVENZIONE

Comune e potenzialmente devastante, questa malattia non viene presa in modo abbastanza serio, persino nelle nazioni dove la consapevolezza è elevata. Sebbene si sa che una donna su tre in postmenopausa sarà affetta da osteoporosi durante il corso della propria vita, l’85% di loro non ritiene di essere personalmente a rischio di sviluppare la malattia. Inoltre, sebbene il 65% dei medici dichiari di condurre in modo regolare revisioni dello stato di salute fra le proprie pazienti in postmenopausa, solo il 20% delle donne ricorda di essere stata sottoposta ad indagini per l’osteoporosi.
Fra le donne che soffrono di osteoporosi, l’80% ha ammesso che non era consapevole del proprio fattore di rischio prima della diagnosi e, in modo allarmante, un terzo di queste donne ha dichiarato che attualmente non sta assumendo terapie per prevenire le fratture correlate alla malattia. Inoltre, secondo l’indagine, la terapia per prevenire le fatture non viene offerta abbastanza presto alle donne. In modo schiacciante, i medici (96%) hanno riconosciuto che l’osteoporosi è una condizione seria che merita discussione e attenzione per le proprie pazienti in postmenopausa e il 97% ha affermato che la prevenzione della prima frattura era il proprio obiettivo terapeutico. D’altra parte i medici spesso richiedono le indagini per l’osteoporosi o prescrivono le terapie solo dopo la prova dell’esistenza di una frattura. Ad esempio, l’80% dei medici ha risposto che uno degli indicatori più forti di una candidata ideale ad una terapia per l’osteoporosi una donna che abbia già riportato una frattura vertebrale. In questo contesto si inserisce l’impegno delle associazioni che si prodigano affinché medici e pazienti diano il giusto peso ai sintomi primari della malattia e perché vengano utilizzati al meglio gli strumenti diagnostici.
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