Medinews
8 Maggio 2001

UN FARMACO A BASE DI ACIDI GRASSI POLIINSATURI OMEGA-3

“Prevenzione secondaria nel paziente con pregresso infarto miocardico: nei pazienti con pregresso infarto miocardico, in associazione ad altre misure terapeutiche quando appropriate, è indicato per ridurre la mortalità”.
La nuova indicazione “salva vita” è stata concessa sulla base dei risultati di un vasto trial, lo studio GISSI Prevenzione, condotto in Italia dall’Istituto Mario Negri in collaborazione con l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri con il supporto della SPA e di altri.
Lo studio ha coinvolto più di 11.000 pazienti con pregresso infarto miocardico arruolati in 172 centri cardiologici ospedalieri, suddivisi in quattro gruppi e trattati per 42 mesi con una sola capsula al giorno del farmaco in oggetto, o con vitamina E, o con l’associazione dei due prodotti o tenuti come controlli.
Tutti i pazienti erano sottoposti a dieta mediterranea ricca di vegetali e pesce e trattati al meglio delle presenti conoscenze. Il gruppo trattato con il farmaco a base di acidi grassi poliinsaturi Omega-3 ha mostrato, rispetto al gruppo di controllo, una riduzione del 20% della mortalità totale e una riduzione al 30% della mortalità cardiovascolare.
Tali riduzioni di mortalità sono comparabili con quelle ottenute nei grandi trial internazionali con altre classi di farmaci ora di uso corrente nel post-infarto e comunque si sono aggiunte all’effetto di questi farmaci (antiaggreganti piastrinici, beta-bloccanti, statine, ACE-inibitori).
È da notare che la riduzione della mortalità era in gran parte dovuta alla riduzione del 45% delle morti improvvise cardiache, risultato attribuibile alla prevenzione delle aritmie fatali. Pertanto è stato confermato per la prima volta, in un trial controllato di grandi dimensioni e con una specialità medicinale, l’effetto antiaritmico degli Omega-3, finora solo evidenziato in ricerche farmacologiche e suggerito da studi epidemiologici. Questo aspetto è particolarmente importante a fronte del fallimento della maggior parte dei farmaci antiaritmici classici negli studi di prevenzione della mortalità post-infarto.
I risultati di questo studio, pubblicati sul The Lancet del 7 agosto 1999, hanno suscitato vasto interesse a livello nazionale e internazionale.
È stato notato come gli effetti del farmaco, additivi rispetto agli effetti di prevenzione ottenibili con i trattamenti farmacologici standard, siano indipendenti da modificazioni dei tradizionali fattori di rischio, quali il quadro lipidico e la pressione arteriosa, e possano essere riconducibili ad un effetto diretto di protezione sul miocardio.
In una rassegna sulla prestigiosa rivista The American Journal of Cardiology, i cardiologi statunitensi James H. O’Keefe e Williams S. Harris hanno osservato che il trattamento con Omega-3 “dovrebbe essere preso in considerazione per i pazienti con malattia coronarica documentata specie in presenza di fattori di rischio di morte improvvisa quali infarto pregresso, disfunzione o ipertrofia del ventricolo sinistro, disritmia ventricolare” aggiungendo inoltre che “dato che questi principi alla dose raccomandata (circa 1 grammo al giorno) sono sicuri, non è irragionevole suggerirli anche per tutti gli adulti con un preoccupante profilo di fattori di rischio per la malattia coronarica”.
Grazie ai risultati dello studio GISSI Prevenzione, una specialità medicinale contenente gli stessi principi attivi del farmaco utilizzato nello Studio, prodotta dalla ditta norvegese Pronova e introdotta inizialmente in Norvegia nel 1994, ha ottenuto recentemente l’approvazione per il trattamento post-infarto in Francia, Germania, Austria, Grecia e Regno Unito.
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