giovedì, 18 agosto 2022
Medinews
8 Maggio 2001

OMEGA-3, UNA “CASSAFORTE” PER IL CUORE UN GRAMMO AL GIORNO DIMEZZA LE MORTI IMPROVVISE

Approvata dalla Cuf l’indicazione per la prevenzione secondaria dell’infarto
La decisione italiana imitata in Francia, Gran Bretagna e Germania

L’infarto è il killer più spietato dei Paesi industrializzati: in Europa e negli Stati Uniti uccide tre milioni di persone all’anno, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che da qui al 2020 questo numero sia destinato ad aumentare al ritmo di 30 mila decessi all’anno. Nel 2000 in Italia sono state 160 mila le persone colpite da infarto e i morti 47 mila, due terzi dei quali sono deceduti ancor prima di ricevere soccorso. Vite ‘perse’, un po’ perché l’infarto lascia poco tempo, uccidendo velocemente: 130 persone al giorno, una ogni tre-quattro minuti; un po’ perché molte di queste vite potrebbero essere salvate. In questo senso la legge che allarga l’uso dei defibrillatori al personale paramedico, approvata in extremis dal Parlamento, è innanzitutto una conquista di civiltà. Ma la lotta alla “morte improvvisa” è anche e soprattutto lotta ai fattori di rischio e farmacologica, per assicurare un futuro agli oltre 100 mila pazienti che ogni anno sopravvivono all’attacco cardiaco.
“La decisione del Ministero della Sanità – sostiene Roberto Marchioli, dell’Istituto Mario Negri Sud, che ha condotto lo studio GISSI Prevenzione in collaborazione con l’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) – è un passo molto importante nel riconoscimento dell’efficacia degli acidi grassi poliinsaturi Omega-3. Finora tutti gli studi osservazionali, a partire da quelli degli anni ’70 sull’alimentazione degli esquimesi Inuits, avevano dimostrato che le diete a base di pesce, come quelle nordiche, o con largo uso di olio extravergine, come quella mediterranea, proteggono dall’infarto e dal rischio cardiovascolare in genere, proprio perché ricche di acidi grassi poliinsaturi. Ma uno studio con un farmaco specifico, randomizzato e condotto su larghe casistiche, non era mai stato portato a termine prima del GISSI Prevenzione”.
In Italia il farmaco era già approvato e disponibile per la riduzione dei trigliceridi e quindi utile in tutti i casi di rischio cardiovascolare o per la prevenzione da tale rischio. Ora la Cuf, sulla base dei risultati dello studio GISSI Prevenzione, ha deciso di riconoscere al farmaco questa nuova, importante indicazione.
I ricercatori hanno individuato anche il possibile meccanismo d’azione, dovuto pare ad un’attività antiaritmica di EPA e DHA: inserendosi nelle membrane delle cellule miocardiche queste sostanze sono in grado di stabilizzarle, attenuandone la risposta agli stimoli aritmogeni. Proprio per questo il prof. Mugelli parla di farmaco salvavita, in quanto “nella stragrande maggioranza dei casi la morte improvvisa cardiaca è dovuta ad una aritmia ventricolare fatale”.
Alla luce di questo e di altri meccanismi d’azione e dopo l’ottenimento della nuova indicazione salvavita, i cardiologi dispongono ora di una nuova arma: il farmaco a base di acidi poliinsaturi Omega 3 che può rilevarsi utile per aumentare le possibilità di sopravvivenza nei pazienti colpiti da infarto del miocardio. “Se il GISSI Prevenzione ha dimostrato che un grammo al giorno di acidi grassi EDA e DHA serve a prevenire eventi cardiovascolari e la mortalità correlata – afferma Aldo Maggioni, direttore del centro studi ANMCO – è ragionevole pensare che questo composto possa essere utili anche in pazienti affetti da altre patologie cardiologiche, come lo scompenso cardiaco, ed esposti ad un rischio ancora più elevato di aritmie pericolose, che possono condurre a morte improvvisa per arresto cardiaco. Inoltre, potrebbe rilevarsi utile anche in chi non ha ancora avuto eventi ma il cui rischio di andare incontro ad un attacco di cuore è elevato. Proprio per verificare la fondatezza scientifica di queste logiche deduzioni, sarebbero auspicabili altri studi come continuazione del GISSI Prevenzione”.
TORNA INDIETRO