lunedì, 4 maggio 2026
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17 Ottobre 2001

L’EFFETTO DEI RAGGI SOLARI SULLA PELLE

Le radiazioni vengono assorbite dalla pelle con modalità diverse e determinano effetti differenti. Le radiazioni ionizzanti, corpuscolari, i raggi gamma e i raggi X attraversano la pelle fino a raggiungere i tessuti più profondi (per queste caratteristiche vengono usati per terapie mediche o per esami radiografici). Alcuni raggi, come i Roentgen, possono determinare lesioni, eritemi, ulcere, caduta di capelli e altri effetti ancora.
I raggi U.V. vengono riflessi dallo strato corneo in minima parte e penetrano negli strati più profondi con un’intensità di riflessione e di penetrazione che aumenta con l’aumentare della lunghezza d’onda e a seconda delle caratteristiche di un soggetto e delle zone corporee. I raggi U.V. sono distinti in:

U.V. –C lunghezza d’onda: 100 – 280 nm
trattenuti dall’atmosfera senza effetti particolari sulla pelle
U.V. –B lunghezza d’onda: 280 – 320 nm
responsabili dell’eritema solare
U.V. –A lunghezza d’onda: 320 – 400 nm
responsabili dell’abbronzatura ed in misura molto minore di eritemi

I raggi ultravioletti hanno conseguenze positive e negative sulla pelle.
Positive: stimolano la funzione pigmentogena, cioè la neoformazione di melanina nell’epidermide (l’abbronzatura), svolgono un’azione disinfettante a livello della cute, stimolano la sintesi della vitamina D;
Negative: causano eritemi, che coinvolgono le cellule e i vasi dell’epidermide e si manifestano con iperemia, rottura di piccoli vasi, bolle, edemi, fuoriuscita di liquido; accelerano la proliferazione di peluria e, talvolta, possono determinare la comparsa di tumori cutanei.


La luce visibile non determina particolari danni alla cute, talvolta può provocare agli occhi il colpo di luce. I raggi infrarossi sono poco nocivi alla pelle, per gli effetti termici che determinano, vengono usati spesso a scopo terapeutico. La cute si difende dai danni dei raggi ultravioletti aumentando la quantità di melanina prodotta dai melanociti dello strato basale dell’epidermide, con conseguente apparizione della tintarella ed ispessendo, in seguito ad un fenomeno di ipercheratosi, lo strato corneo che riveste l’epidermide. Naturalmente se l’esposizione al sole è graduale, in ore adatte, opportunamente distanziate, la pelle riesce a difendersi da sola dai danni sia immediati che cronici. Se l’esposizione è eccessiva o troppo brutale, la cute diventa anelastica, giallastra, opaca e abbellita solo per brevi periodi da un’abbronzatura temporanea.
L’esposizione ai raggi solari può determinare fenomeni di fototossicità, specialmente in persone che utilizzano particolari farmaci, e alcuni effetti endogeni con aggravamento di patologie preesistenti per fattori genetici, immunologici, enzimatici e ormonali.
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