giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
31 Ottobre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. MAURO PICARO

Le cattive abitudini costituiscono un fattore di altissimo rischio. Tutte le campagne precauzionali, infatti, promuovono l’uso di creme solari e invitano a evitare le scottature. L’informazione, quindi è la migliore arma di prevenzione primaria a nostra disposizione, non c’è dubbio che comportamenti migliori possono contribuire a ridurre l’incidenza del melanoma. Certo esistono altri fattori di rischio: il numero di nei, il fototipo (i biondo-rossi che si scottano al sole sono molto più a rischio di chi ha fototipo scuro). I dati epidemiologici, comunque, sono soprattutto legati ai raggi ultravioletti e ad eventuali fattori di predisposizione individuale quale la familiarità. La diagnosi precoce, una sensibilizzazione nei confronti dell’auto esame, periodici controlli da parte del dermatologo sono altre importanti regole indispensabili per ridurre notevolmente l’incidenza ma soprattutto l’evoluzione e quindi la mortalità. Per quanto riguarda la cura, nel corso di questo melanoma day, si farà il punto sugli approcci terapeutici: il trattamento chirurgico delle lesioni primitive, se la lesione è sufficientemente sottile, riesce ad essere risolutiva per il 95-98% dei pazienti. Nelle manifestazioni avanzate esistono protocolli terapeutici che gli istituti applicano come terapie perfusionali, terapie combinate e inoltre si sta lavorando alla vaccinoterapia e alle immunoterapie. Il nostro centro, in particolar, fa parte di alcuni studi iniziali sull’utilizzazione del vaccino in pazienti con melanoma avanzato. Ci vorranno comunque almeno altri due anni per poter stabilire l’efficacia terapeutica e quale tra le varie forme di vaccino che si utilizzano è la più indicata per le forme di melanoma in fase avanzato.
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