mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
29 Giugno 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. LEONARDO FABBRI

Le linee guida GOLD enfatizzano un aspetto molto semplice, ossia la causa della malattia. Che, come ripeto, è fondamentalmente una: il fumo di sigaretta. Quindi l’unico intervento preventivo che è in grado di modificare la storia della malattia e di allungare la vita dei pazienti è quello di smettere di fumare. E per far questo oggi abbiamo una vasta gamma di opportunità: centri assistenza antifumo, assistenza psicologica, sostitutivi della nicotina. Attenzione però: una volta che la malattia è presente e il paziente smette di fumare, la BPCO non evolve più, ma non scompare nemmeno. Quello che succede è che la malattia si stabilizza, ma rimane comunque e quindi va trattata.
Purtroppo al momento noi non siamo in grado di curare definitivamente la malattia, ma abbiamo a disposizione solo un trattamento di supporto. Negli ultimi anni comunque si sono resi disponibili i broncodilatatori, che sono i farmaci più efficaci. Le forme più lievi di BPCO vengono trattate con broncodilatatori a breve durata d’azione. Nel caso questo trattamento non fosse sufficiente, ai broncodilatatori vengono aggiunti gli anticolinergici; se anche questi non bastassero si aggiungono i beta 2 stimolanti a lunga durata d’azione come trattamento regolare. Quando tutto questo non è sufficiente ad alleviare i sintomi e a migliorare la funzione respiratoria del paziente, si può prendere in considerazione un breve ciclo di corticosteroidi e di cortisonici che, tuttavia, a differenza dell’asma, sono efficaci solo in una piccola percentuale di malati. In questo senso, le linee guida danno delle indicazioni precise sul tipo di paziente a cui possono essere somministrati e su come valutare le risposte a questo trattamento.
Le linee guida, poi, si soffermano su alcune indicazioni importanti. La prima è l’educazione del paziente a riconoscere i fattori di rischio e a saper gestire la propria malattia. Quindi parlano di riabilitazione, che fino a poco tempo fa si riteneva fosse di solo supporto psicologico e che, invece, si è dimostrata in grado di dare dei vantaggi obiettivi oltre che soggettivi alla qualità di vita del paziente. Di seguito, vengono descritti gli interventi più aggressivi come, nelle gravissime insufficienze respiratorie, l’uso dell’ossigeno, che allunga la vita e ne permette una qualità migliore, e l’uso di ventilatori di supporto. Infine, vengono trattate alcune tecniche chirurgiche che, in questi ultimi anni, sono state sperimentate con buoni risultati, per lo meno in alcuni pazienti (la riduzione chirurgica dei volumi polmonari e nei casi più gravi il trapianto di polmone). La novità di queste linee guida rispetto alle altre in ambito respiratorio è che per la prima volta viene usata una metodologia di revisione della letteratura che si rifà alla medicina basata sulle prove di efficacia.
Lo scopo primo di tutte queste linee guida è essenzialmente quello di attirare la comunità non solo dei medici ma anche dei pazienti e dei medici di medicina generale.
TORNA INDIETRO