Medinews
2 Novembre 2001

CHE COS’È L’ANGINA

La malattia è molto diffusa nei Paesi occidentali: sono oltre 12 milioni in Europa i pazienti che ne soffrono. Gli studi epidemiologici hanno permesso di identificare numerosi fattori di rischio per l’insorgenza di angina pectoris, oltre naturalmente ad età, sesso maschile ed eventuale familiarità per la cardiopatia ischemica. I più importanti, potenzialmente modificabili, sono l’ipertensione, il fumo, il diabete, elevati valori di colesterolo totale e di colesterolo LDL nonché bassi livelli ematici di colesterolo HDL. Sono inoltre stati identificati numerosi altri fattori di rischio per la cardiopatia ischemica, ma nessuno di questi sembra essere in grado di favorire da solo l’insorgenza di questa malattia. Tra i più rilevanti il sovrappeso, la sedentarietà e l’uso di contraccettivi orali da parte di donne che presentano altri fattori di rischio (ad es. il fumo). La causa più comune di cardiopatia ischemica, e quindi di angina pectoris, è il restringimento o l’occlusione dei vasi che portano il sangue alle pareti del cuore, le coronarie, causato generalmente dall’aterosclerosi, un processo di progressivo ispessimento e indurimento delle pareti delle arterie, seguito dalla formazione di depositi di grasso (le “placche aterosclerotiche”) che tendono ad ostruire progressivamente i vasi sanguigni. Il sintomo tipico dell’angina pectoris è un dolore simile ad una morsa all’altezza dello sterno; a volte questo dolore assume le caratteristiche di un senso di peso. Il dolore può irradiarsi alla spalla e al braccio di sinistra, oppure verso il basso o verso l’alto, in direzione della mandibola, o infine verso la schiena. A volte questo sintomo viene riferito ad un’indigestione. Un dolore di durata molto breve (alcuni secondi) o che tenda a modificarsi con un profondo respiro o cambiando posizione probabilmente non dipende dall’angina. C’è infine da ricordare la cosiddetta “angina silente”, in cui l’ischemia si verifica senza dolore. Questi episodi possono però essere registrati mediante l’elettrocardiogramma. Esistono due tipi di angina pectoris: stabile e instabile. L’angina stabile compare in seguito a sforzi di entità relativamente costante, e tende a regredire dopo alcuni minuti con il riposo o con l’assunzione di trinitrina. L’angina instabile, invece, è caratterizzata da una maggiore gravità delle crisi, che si manifestano in modo più ravvicinato e prolungato, o comunque con caratteristiche diverse rispetto al passato (ad esempio per sforzi più lievi o a riposo).
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