venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
9 Marzo 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DELLA PROF. RICCARDA PERNA

E’ una lotta che Federasma conduce contro l’incomprensione: chi fuma non si pone il problema di infastidire le persone che gli stanno intorno. Lamentano il problema soprattutto gli ex fumatori, i più intolleranti all’odore di sigaretta, e di questo argomento non si è mai parlato. Noi vorremmo che fossero applicate le leggi perchè tutti i cittadini, soprattutto chi soffre di malattie respiratorie, abbiano la possibilità di respirare normalmente nei luoghi pubblici. Inoltre, a nostro avviso, sarebbero necessarie campagne mirate e martellanti sui media, spot pubblicitari antifumo che sottolineino in continuazione – come in America – i rischi a cui va incontro chi fuma.
Per esempio, molte donne non buttano le sigarette nemmeno in gravidanza: forse lo farebbero se fossero correttamente informate sui rischi che corre il feto. Inoltre andrebbero attuate campagne di educazione sanitaria nelle scuole medie perché è lì che i ragazzi cominciano a fumare: successivamente si delinea la fascia che decide di smettere e chi rimane fumatore a vita.
Per questi ultimi, poi, bisognerebbe creare alternative: al Governo chiediamo maggiore chiarezza sulle situazioni in cui si intende intervenire per migliorare aria, acqua, ambiente, alimenti, clima. Perché se non si attuano misure di prevenzione, non otterremo niente e la salute delle persone continuerà a peggiorare.
Tornando all’abitudine al fumo di sigaretta, auspichiamo nuove sperimentazioni di farmaci, supportate anche dalle associazioni di volontariato e dai centri antifumo che stanno sorgendo un po’ ovunque, oltre a una maggiore collaborazione del medico di famiglia. Questa figura potrebbe veramente convincere il paziente ad abbandonare il vizio: la buona volontà qualche volta non basta, per smettere di fumare è talvolta necessario utilizzare i nuovi farmaci disponibili. Se ci fosse un rapporto migliore tra medico e paziente si potrebbe anche ottenere l’assunzione di farmaci coadiuvanti alla desensibilizzazione del fumo.
Per concludere, ringrazio la Società di Farmacologia per avere dato voce anche alla associazione di pazienti che rappresento: credo che dobbiamo agire insieme, medici, specialisti e associazioni perché anche in Italia la gente comprenda che smettere di fumare è indispensabile e, soprattutto, possibile.
TORNA INDIETRO