lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
9 Marzo 2001

IL FUMO INVOLONTARIO O PASSIVO

Cionondimeno, vi sono ragioni sia biologiche che bio-statistiche per ritenere plausibile una relazione dose-rischio di tipo lineare tra fumo e tumore del polmone. Su queste basi, il fumo passivo sarebbe responsabile di un aumento del rischio relativo di tumore del polmone del 30-50% e, in termini di rischio attribuibile, di un migliaio di morti per anno in Italia.
L’utilizzo di modelli matematici di cancerogenesi polmonare, anche nell’ipotesi più ottimistica (ossia che un’esposizione prolungata al fumo passivo sia associata a un aumento di rischio del 20% soltanto), porta a stimare che il rischio cumulativo di morte per tumore del polmone dovuto all’esposizione involontaria al fumo altrui sia dell’ordine di 1/1000. Anche questo rischio, pur enormemente inferiore a quello nei fumatori attivi (che è di circa 500/1.000, ossia oltre uno su due), è decisamente maggiore dei rischi ambientali che sono ritenuti accettabili nei Paesi sviluppati. Ad esempio, i rivestimenti di asbesto vengono rimossi dagli edifici in considerazione di rischi cumulativi di morte dell’ordine di 1/100.000.
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