giovedì, 18 agosto 2022
Medinews
11 Aprile 2001

I MEDICI ‘CHIAMANO’ PALAZZO CHIGI “LE NOSTRE RICHIESTE AL FUTURO PREMIER”

Ad aprire il delicato capitolo sanità e rivendicare per i medici un ruolo di primo piano nel Sistema sanitario nazionale è Claudio Cricelli, presidente delle Società Italiana ed Europea di medicina generale, rappresentante del Coordinamento.
“Per prima cosa – spiega Cricelli – vogliamo avere da Polo e Ulivo un’indicazione precisa di come, una volta eletti, intendano equilibrare il Sistema sanitario nazionale, qual è la loro idea di qualità degli operatori e, di conseguenza, se vogliono che siano le società scientifiche a curare la formazione dei medici o se invece intendono imporre dall’alto sistemi amministrativo burocratici. Da troppo tempo vediamo programmi privi di qualsiasi garanzia e il nostro timore è che, per l’ennesima volta, i problemi sanitari vengano sottovalutati o addirittura insabbiati. I medici hanno bisogno di risposte immediate, anche per sapere dove indirizzare le loro decisioni di voto”.
Altro tema scottante messo sul tavolo da Cricelli riguarda la riforma sanitaria. “Centro-destra e centro-sinistra – sostiene il presidente di SIMG – ci devono dire cosa intendono fare della legge 229, perchè così com’è configurato il sistema previsto dalla normativa non deve andare a regime: a nostro avviso è necessario ipotizzare una diversa strategia operativa fondata sulla sussidiarietà, sull’accreditamento e sulla selezione delle istituzioni. Vogliamo insomma un sistema bilanciato in cui i ruoli siano ben chiari e non sovrapponibili, dove gli ordini abbiano al massimo un compito regolatorio e non siano né erogatori né referee scientifici. Compiti questi che spettano solo alle società scientifiche e che nessun altro deve arrogarsi. Chi tenta di confondere i ruoli fa solo male ai cittadini e al sistema sanitario”.
I medici italiani – prosegue Cricelli – chiedono ufficialmente alle forze politiche dei due schieramenti una riforma radicale dell’impostazione della formazione, dell’accreditamento e dei ruoli di interlocuzione all’interno del sistema sanitario. Chiedono che le società scientifiche siano subito accreditate e che questa sia la prima decisione del futuro governo, che nei programmi sanitari si dica con chiarezza se si vuole mantenere l’attuale sistema formativo fortemente burocratico, oppure se si vuole un sistema liberale in cui venga esaltata la qualità dei medici. “A tal fine chiediamo la proroga dell’inizio del programma ufficiale di ECM (Educazione continua in Medicina) allo scopo di rivedere la normativa”. Una riforma che, secondo i camici bianchi, avrebbe una ricaduta positiva anche sui cittadini. “Il vantaggio per l’intera popolazione è che a fronte di un sistema in cui il singolo impara quello che c’è scritto in un libro, qui è la società scientifica che traccia il percorso formativo per arrivare all’eccellenza, per conferire la certificazione di qualità attraverso l’ormai famoso bollino blu, che è poi anche l’unica tutela per il cittadino”.
“Noi – chiude Cricelli – siamo disponibili a incontrare entrambi gli schieramenti per approfondire questi temi. Non nego che ci aspettiamo di essere consultati, altrimenti decideremo in autonomia i messaggi da dare sia ai nostri associati che ai nostri pazienti”.
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