mercoledì, 4 agosto 2021
Medinews
9 Novembre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. ROBERTO PARRAVICINI

Si tratta sicuramente della più grossa novità nel campo delle valvole biologiche da trenta anni a questa parte. I risultati conseguiti e documentabili hanno infatti dimostrato sia l’assenza di fenomeni degenerativi e di calcificazione, e anche caratteristiche emodinamiche ottimali, tali da rappresentare l’alternativa definitiva rispetto alle protesi esistenti. La nuova valvola biologica ha una durata possibile almeno doppia delle valvole biologiche attualmente in commercio: sarebbe quindi a disposizione dei pazienti una valvola che assomma i vantaggi delle biologiche (non necessitano di terapia trombolitica) a quelli delle meccaniche (durata superiore).
Dal giugno 2000 abbiamo avviato una intensa collaborazione scientifica con le più autorevoli istituzioni cardiochirurgiche del Brasile – paese ‘leader’ al mondo per la tradizione e la competenza dell’ambito dei sostituti protesici di valvole cardiache di origine biologica.
La validazione scientifica del lavoro svolto ha consentito l’applicazione clinica della valvola in pazienti cardiochirurgici con risultati ottimali da parte di uno dei maggiori studiosi al mondo di valvole cardiache biologiche, il prof. Domingo Braile della Cattedra di Cardiochirurgia dell’Università di Campinas e di San Josè do Rio Preto, BR.
La nuova valvola cardiaca è realizzata in un biomateriale completamente originale costituito da collagene puro prelevato dalla cornea di pesci oceanici. Si tratta di materiale biologico facilmente reperibile molto resistente e dalle prove effettuate non esposto al rischio di calcificazione.
Oltre che per la realizzazione di valvole cardiache, il biomateriale può essere vantaggiosamente utilizzato per altre applicazioni in campo biomedico, come chirurgia ortopedica, ricostruzione del timpano, chirurgia ricostruttiva e implantologia dentale.
Va infine rilevato che insieme al dr. Verona abbiano realizzato questo lavoro in collaborazione con paesi stranieri e con risorse economiche esclusivamente personali a causa della ben nota carenza di fondi per la ricerca in Italia e della distribuzione di questi secondo criteri perlomeno discutibili. I risultati finora conseguiti e l’applicazione clinica della nuova valvola cardiaca, uniti al consenso scientifico ottenuto, dimostrano comunque la validità della ricerca italiana e la possibilità di realizzazione di progressi in campo biomedico per migliorare la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti cardiopatici.
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