venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
9 Novembre 2001

LO SCOMPENSO CARDIACO

L’incidenza della malattia e la mortalità sono in continua crescita soprattutto nella popolazione anziana. In Europa sono oltre 5 milioni le persone affette da questa patologia. Ogni anno si registrano da 3 a 20 nuovi casi ogni 1.000 abitanti. In Italia questa condizione affligge circa 600.000 persone, con una prevalenza di circa 3-20 casi ogni 1.000 abitanti. Sempre in Italia lo scompenso cresce con un ritmo di 87.000 nuovi casi all’anno, pari a un’incidenza di 0,1-0,2% / anno. Questo valore diventa ancor più impressionante nella popolazione di età superiore a 65 anni, dove la malattia colpisce da 30 a 130 persone su 1.000.
Un aspetto particolarmente negativo, sia per il paziente sia per i costi a carico della società, è l’elevata frequenza di ospedalizzazione e riospedalizzazione. In Italia un paziente su quattro fra quelli visitati una prima volta negli ambulatori dedicati allo scompenso delle varie divisioni di Cardiologia viene ospedalizzato o riospedalizzato entro un anno. Questa cifra sale al 40% se si considerano i pazienti che hanno uno scompenso medio –grave (Classe III o IV)
La prevenzione o il trattamento precoce dell’ipertensione sono necessarie per diminuire la probabilità di sviluppo di scompenso cardiaco. Oltre a trattare e gestire l’ipertensione, ci sono altre opportunità per interrompere l’effetto domino di eventi che porta allo scompenso, compreso il controllo dei fattori di rischio, come l’obesità, il diabete e il fumo. Per quanto concerne invece la terapia farmacologia, è stato dimostrato che i betabloccanti prolungano la sopravvivenza dei pazienti con scompenso cardiaco anche grave. Circa il 20% dei pazienti affetti da scompenso cardiaco presenta, all’elettrocardiogramma, un “blocco di branca sinistra”, in altri termini un ritardo della conduzione intracardiaca dello stimolo elettrico. Si tratta di un’informazione nota da tempo. Solo recentemente, però, il blocco di branca è diventato anche il bersaglio diretto di alcuni interventi terapeutici. E’ il concetto di terapia elettrica dello scompenso o, per meglio dire, di resincronizzazione ventricolare. In pratica, nei pazienti in cui il ritardo di conduzione elettrica ha certe caratteristiche, viene impiantato un pace-maker che stimola contemporaneamente i due ventricoli (non solo il ventricolo destro come normalmente avviene con i tradizionali pace-maker). Ciò consente di eliminare o di attenuare il disturbo elettrico, migliorando sensibilmente la capacità del ventricolo sinistro di contrarsi. E’ attualmente oggetto di discussione e di studio in che misura questa nuova tecnica sia in grado di migliorare non solo l’efficienza della pompa cardiaca ma anche i sintomi dei pazienti e la loro sopravvivenza.
TORNA INDIETRO