martedì, 24 novembre 2020
Medinews
9 Novembre 2001

LE PROTESI VALVOLARI CARDIACHE

Le valvole artificiali comunemente utilizzate possono essere distinte in due categorie: meccaniche (in leghe di titanio e carbonio) e biologiche (derivate da tessuti di origine animale, quali il pericardio bovino e lembi valvolari di maiale).
Il limite maggiore delle valvole meccaniche è in primo luogo la necessità da parte del paziente di assumere per tutta la vita farmaci anticoagulanti per evitare le complicanze trombo-emboliche. Pur garantendo un’ottima funzionalità emodinamica, le protesi meccaniche espongono quindi il paziente agli effetti secondari della terapia anticoagulante, in primis il rischio emorragico. Con le valvole biologiche invece non si usa questa classe di farmaci e ciò rappresenta un notevole vantaggio, soprattutto in termini di qualità di vita dei pazienti.
La prima valvola biologica, cioè derivata da tessuti di origine animale, è stata inventata a metà degli anni ’70. Tutte le valvole biologiche utilizzate da allora ad oggi sono ricavate da pericardio bovino e da lembi valvolari del maiale.
Anche le valvole biologiche hanno però un grosso limite, quello della durata limitata nel tempo (10-12 anni) a causa di processi di degenerazione progressiva e calcificazione con la conseguente necessità di sostituzione con un nuovo intervento chirurgico a cuore aperto.
La nuova valvola a base di cornea non presenta questo problema: si stima che la sua durata sia più che doppia (30-40 anni) rispetto alle valvole biologiche finora utilizzate. Con l’impiego di questa nuova valvola si sommano i vantaggi delle valvole meccaniche (durata prolungata) a quelli delle valvole biologiche, che non necessitano della terapia trombolitica.
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