mercoledì, 2 dicembre 2020
Medinews
20 Novembre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DELLA PROF. BIANCA CANESI

Si distingue in Artrosi Primaria e Secondaria. La prima, più diffusa nel sesso femminile, non è causata da fattori specifici e viene determinata da un difetto intrinseco della cartilagine articolare (in particolare delle cellule che la compongono denominate condrociti) che conferisce col trascorrere del tempo una maggiore fragilità ed usurabilità a questo tessuto. L’artrosi secondaria complica numerose situazioni patologiche (dimorfismi congeniti, fratture, traumi, diabete, gotta ecc.) ed è causata da obesità, sport intenso, disturbi meccanici (varismo, valgismo, asimmetria degli arti, scoliosi) e alcune attività lavorative.
Se si ammette che l’artrosi non corrisponde, da un punto di vista fisiologico, alla senescenza l’età rappresenta probabilmente l’effetto della durata nel tempo alla esposizione ai vari fattori di rischio. Il meccanismo alla base del danno articolare è comune alle due forme: la degenerazione e l’erosione della cartilagine è dovuta all’azione di enzimi (metalloproteasi): questo processo determina la liberazione di frammenti e detriti nella cavità articolare con conseguente infiammazione e dolore.
L’artrosi del ginocchio, detta anche gonartrosi, è una delle forme più diffuse ed invalidanti motivo di difficoltà nell’alzarsi dalla posizione seduta, a salire le scale, problemi di deambulazione ecc. Colpisce prevalentemente le donne, soprattutto se obese: la curva di prevalenza dell’artrosi di ginocchio aumenta in maniera lineare tra i 50 e i 70 anni, età in cui la frequenza della malattia artrosica a livello del ginocchio è del 40%.
I costi sociali dell’artrosi sono molto elevati tenendo conto anche della grande frequenza della malattia: in Italia ogni anno si spendono 14.7 mila miliardi di lire cui 11,5 per gli indennizzi di invalidità, 1200 per le prestazioni ambulatoriali, 900 per i farmaci, 800 per le indennità di malattia, 300 per i ricoveri ospedalieri.
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