domenica, 3 maggio 2026
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5 Marzo 2001

IL TUMORE DEL COLON-RETTO

Questa neoplasia sembra inoltre correlata ad una dieta ricca di grassi animali e proteine e povera di fibre. Di tumore del colon retto si ammalano ogni anno nel mondo circa 300.000 persone. In Italia nel 2000 questa neoplasia è stata diagnosticata a circa 44.000 persone.
Tra i sintomi, la presenza di sangue nelle feci o feci nere, un cambiamento dell’alvo insorto di recente, costipazione o diarrea persistente, perdita di peso e dolore localizzato all’addome e all’ano. Questi disturbi non sono necessariamente causati da un tumore eppure la presenza anche solo di alcuni di questi rende necessaria la visita di controllo. Oltre alle analisi del sangue e alla radiografia del torace per verificare le condizioni generali del paziente, il primo esame da compiere è quello rettale digitale, per verificare la presenza di masse o rigonfiamenti. Tra gli altri esami specifici, la proctoscopia sigmoidoscopia permette di esaminare la parte interna del sigma. Consiste nell’inserimento dall’ano di un tubicino dotato di un apparato illuminante che permette all’operatore di visualizzare tutte le aree anomale, fino all’intestino crasso. La coloscopia invece, eseguita a intestino libero e con un leggero sedativo, permette di investigare l’intestino crasso in tutta la sua lunghezza e prelevare campioni cellulari per biopsie, grazie ad un tubo di fibre flessibili, il coloscopio, introdotto sempre dall’ano.
Anche in assenza di sintomi, è possibile prevenire questo tumore attraverso screening di massa. In questo caso, si esegue il test guaiaco (o hemocult) per verificare la presenza di sangue occulto nelle feci, segno premonitore della tasformazione iniziale di un polipo in una forma maligna. In fase di screening vengono eseguiti anche la coloscopia e il clisma con bario, una radiografia con un mezzo di contrasto che permette di visualizzare le aree anomale dell’intestino. In caso si verifichi la presenza di un tumore, si eseguirà la radiografia e la tac.






LA TERAPIA

Le terapie per curare il colon retto sono la chirurgia, la chemioterapia, e la radioterapia.
Il medico deciderà il tipo di intervento a seconda dell’età, delle condizioni generali, del tipo e delle sue dimensioni. La chirurgia rappresenta la forma più comune di trattamento e permette l’asportazione della massa tumorale. Se per un qualsiasi motivo le porzioni sane non potessero essere ricongiunte, l’intestino può essere abboccato alla parete addominale, e le feci verranno evacuate attraverso quest’apertura. Quest’intervento, detto colostomia, può risultare temporaneo, corretto con la sutura delle due porzioni intestinali in un secondo intervento, o permanente. Tuttavia sono pochi i casi che richiedono una colostomia.

LA PREVENZIONE

La prevenzione nei confronti di questo tipo di tumore si realizza, in prima battuta, con il test per verificare l’eventuale presenza di sangue occulto nelle feci (“test al guaiaco o haemocult”). Bisogna tenere conto che spesso la presenza di sangue rappresenta un segnale che può indicare anche l’iniziale trasformazione maligna di un polipo.
Alcuni studi sembrano inoltre mettere in relazione la presenza del tumore del colon-retto con una dieta ricca di grassi animali e proteine e povera di fibre (verdura, legumi).
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